Sicurezza
Droga servita ai cinesi irregolari Locale chiuso per quaranta giorni
Pugno duro del questore contro un pub già sanzionato nel mese di agosto
PRATO. La polizia ha scoperto venerdì sera che un locale di via Traversa Pistoiese era diventato una sorta di porto franco dove stranieri senza permesso di soggiorno potevano tranquillamente consumare sostanze stupefacenti, serviti dagli stessi dipendenti del locale. Per questo il questore Giuseppe Cannizzaro ha disposto la chiusura del locale per 40 giorni.
Non è stata esattamente una sorpresa per i poliziotti delle volanti, intervenuti insieme ai colleghi della divisione amministrativa e ad altre forze dell’ordine al civico 81 di via Traversa Pistoiese. In quel locale, infatti, c’erano già stati nel mese di agosto e avevano trovato numerose irregolarità, tanto che in quell’occasione il questore aveva ordinato la chiusura per 15 giorni.
Anziché fare tesoro di quella lezione, il cinquantenne cinese titolare della licenza ha tirato dritto per la sua strada ed è per questo che il secondo provvedimento di chiusura disposto dal questore è stto molto più pesante. Se il locale vorrà riaprire, potrà farlo solo il prossimo 17 novembre.
All’interno del locale a conduzione cinese la polizia ha trovato una quantità imprecisata di ketamina, ecstasy e Mdma. Secondo quanto riferito dalla Questura, erano almeno due dipendenti del locale a rifornire i clienti delle sostanze stupefacenti. La polizia ha sequestrato anche una bella somma di denaro contante, 8.500 euro, che si ritiene fossero il provento dello spaccio di droga.
Non solo. Tra i numerosi clienti, ben 14, tutti cinesi, sono risultati clandestini e per questo sono stati avviati all’ufficio immigrazione della Questura per l’iter dell’espulsione, che quasi sempre rimane sulla carta e si traduce in un ordine di lasciare il territorio nazionale entro 15 giorni, di solito disatteso.
I due dipendenti che servivano droga sono stati denunciati insieme a una trentenne che è accusata di uso di atto falso. Altre sanzioni sono state elevate per la mancanza di sorveglianza e per la mancata esposizione dei prezi dei prodotti messi in vendita, ma questo con tutta evidenza sarebbe il meno.
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