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Caro energia, termosifoni intelligenti per risparmiare sulla bolletta

di Maria Lardara
Caro energia, termosifoni intelligenti per risparmiare sulla bolletta

Prato, il piano del Comune contro gli aumenti: presto il bando

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PRATO. Se la maestra apre in classe la finestra, il termosifone si spegne da solo. Ben venga in tempi in cui occorre evitare tutte le inutili dispersioni di energia. Questo succederà prossimi mesi nei 111 edifici di proprietà del Comune: istituti comprensivi, asili comunali, biblioteche, uffici della pubblica amministrazione. Giusto il tempo di espletare la gara d’appalto per la gestione del servizio energia: lunedì 10 ottobre sarà l’ultimo giorno per la presentazione delle offerte da parte dei privati. Chi vincerà la gara dovrà mettere in campo investimenti ben precisi. «Passeremo dal controllo sugli interi edifici a quello delle singole stanze», annuncia l’assessore alle politiche energetiche Valerio Barberis che fa riferimento al “secondo contratto energia” contenente una serie di accorgimenti innovativi in termini di domotica ed efficientamento energetico.

E sull’immediato? «Con il primo contratto energia avevamo già raggiunto un abbattimento del 40% dei costi del gas, derivante da interventi di efficientamento energetico soprattutto nelle scuole», puntualizza l’assessore. Ma picchia duro il caro-bollette anche sul fronte dell’energia elettrica. La settimana prossima arriverà sulla scrivania dei dipendenti comunali un vademecum per sensibilizzare i lavoratori e i lavoratrici a certe buone pratiche. Ricordarsi di spegnere la luce quando si lascia una stanza, ad esempio, oppure non premere l’interruttore quando l’illuminazione non serve.

L’impatto dell’aumento dei costi dell’energia si fa sentire. A palazzo comunale, a dire il vero, sembrano essere più preoccupati per il conto dell’elettricità più che per quello del riscaldamento. Per quantificare il tutto ottobre e novembre saranno i mesi cruciali. «Calcoli e previsioni si stanno facendo in questi giorni – fa sapere l’assessora al bilancio Benedetta Squittieri – Nel preventivo, quindi prima dell’estate, avevamo stimato un incremento di circa 3,5 milioni di euro. Ma a fronte del trend continuo di aumenti bisognerà stanziare altre risorse durante la prossima variazione di bilancio». I conti li fa l’ufficio politiche energetiche in piazza Mercatale: il responsabile, l’ingegner Giovanni Nerini, snocciola cifre più che raddoppiate. Se nel 2021 la bolletta dell’energia elettrica era costata 2 milioni di euro, la previsione è di arrivare a una spesa di 4,5 a fine 2022. Il piano di risparmio c’è. E prevede il cambio a Led di oltre ventimila lampade presenti in città, per ridurre i costi: iniziata ai primi del 2022, la sostituzione suddivisa su quadrati del territorio sarà ultimata entro la primavera. Di questo se ne occupa l’assessorato alla città curata guidato da Cristina Sanzò: la decisione di cambiare i lampioni fu presa in tempi non sospetti, prima della crisi energetica. A maggior ragione ora bisogna premere sul pedale dell’acceleratore: se ne parlerà l 19 ottobre in una riunione fra tecnici in Comune. Non si parla invece di collocare dipendenti in smart working in alcuni giorni della settimana, come stanno decidendo altre amministrazioni del Nord Italia: per l’assessora Squittieri (ha anche la delega per il personale) non è all’ordine del giorno mentre per Barberis è una possibilità da prendere eventualmente in considerazione. «Non lo trovo giusto nei confronti del lavoratori – chiosa Squittieri – Attualmente lo smart working può essere concesso fino a due giorni alla settimana per effetto di accordi con il dirigente di riferimento».
 

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