La manifestazione
L’appello di una mamma: «Sfrattata con tre figli minori, chiediamo solo un affitto ragionevole»
Montemurlo, la famiglia sta vivendo anni drammatici. Prima il licenziamento, poi la casa all’asta e ora l’obbligo di lasciare l’alloggio
MONTEMURLO. La perdita della casa a Bagnolo portata via dalla banca, la richiesta di aiuto al sindaco di Montemurlo Simone Calamai, una famiglia con tre figli minori, infine l’appello affinché la famiglia non sia smembrata. Marusca, 43 anni, vive l’Odissea assieme al compagno, da alcuni anni, ma dal 5 settembre la banca che aveva concesso il mutuo nel 2008 per la loro casa di 80 metri quadrati a Bagnolo, dopo una serie di rate non pagate e la richiesta tramite un legale di una surroga non andata a buon fine, si è ripresa tutto. «La banca si è ripresa il bene. Avevamo una rata di mutuo da 900 euro iniziata pagare nel 2008. In questi anni entrava solo lo stipendio del mio compagno, metalmeccanico. Anni fa la perdita del lavoro, non ce la facevamo a pagare la rata, poi con tre figli. Insomma tutto si è reso complicato, pur cercando tramite un avvocato di arrivare a dilazionare il mutuo, ma non c’è stato consentito e un mese fa la casa è stata ripresa dall’istituto bancario».
Di lì un groviglio di altri problemi. La ricerca di Marusca di affrontare la vicenda cercando un lavoro, che ha poi trovato ma solo per un mese in un’azienda a Casale di Prato, gli appelli continui al comune di Montemurlo e l’aiuto del parroco di Bagnolo, don Gildas. Ma per ora la situazione sembra complicata. Marusca e il compagno, avendo un reddito, non sono rientrati nella graduatoria provinciale, per avere un’abitazione di residenza popolare, vivono adesso in affitto in un’abitazione a nome del fratello di lei che, però, il proprietario vuole vendere. «Per ora il sindaco di Montemurlo ci ha proposto solo alcuni aiuti come il pagamento delle prime mensilità di affitto di una nuova casa, ma non troviamo niente che si riesca a pagare pur cercando tutti e due di avere un lavoro. Cifre troppo alte, oppure proprietari di abitazione che non vedono di buon occhio una famiglia numerosa. Ci sono state proposte dagli assistenti sociali anche altre soluzioni, ma andremmo incontro allo smembramento della famiglia».
Così Marusca rilancia il suo appello, al fine che il sindaco Simone Calamai o il presidente della provincia, Francesco Puggelli, cerchino assieme una soluzione. «Ci sta dando una mano e non di poco, il parroco di Bagnolo. Ma non riusciamo a trovare una soluzione che possa tenere assieme la famiglia e darci dignità. Ormai la nostra vicenda la conoscono in tanti, chiediamo solo un ascolto concreto che ci dia futuro e lo dia ai ragazzi», continua a dire Marusca. Fra pochi giorni, la giovane famiglia avrà lo sfratto anche dalla casa in affitto. «È un appello il mio al sindaco Calamai e a tutte le istituzioni per avere una abitazione che si riesca a pagare».
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