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Prato

La città si è ripresa la sua festa Il primo Corteggio post Covid

La città si è ripresa la sua festa Il primo Corteggio post Covid

Migliaia di persone in centro storico per la sfilata senza restrizioni Il sindaco: Comune e Diocesi uniti per dare una mano a chi è in difficoltà

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PRATO. La città si è ripresa la sua festa. Dopo la lunga parentesi delle restrizioni dovuta alla pandemia Covid, Prato ha riabbracciato una delle sue tradizioni più antiche dei tempi recenti, la cinquantacinquesima edizione del Corteggio storico che ieri sera ha percorso le vie del centro per arrivare in piazza Duomo con l’Ostensione della Sacra Cintola e gli spettacoli previsti nel programma della manifestazione.

Poche o punte mascherine in giro e nessuna restrizione particolare, se non quella legata alla capienza della piazza, ufficialmente tremila persone fino all’Ostensione, cinquemila una volta che la piazza è stata aperta.

In giro non si parla più di Covid o di tamponi, per fortuna. Semmai ieri sera risuonava nei capannelli il nome di Elisabetta, l’ultima regina, salita al trono d’Inghilterra ancora prima che venisse inventato il Corteggio.

Tutto secondo tradizione, dunque, con l’unica novità della presenza femminile nel corpo dei valletti comunali, finora riservato solo agli uomini. Barbara Barbetti e Benedetta Mattei, infatti, hanno sfilato dopo essere state selezionate con un bando pubblicato a luglio.

Il gonfalone del Comune, annunciato dalla campana della Risorta sul Palazzo Pretorio, è uscito dal palazzo con qualche minuto di ritardo, come al solito, e dietro allo stemma si sono accodati tutti gli altri gonfaloni e i 300 figuranti di 12 gruppi storici (in passato erano arrivati a essere quasi il doppio): Società della Miseria di Vernio, Gruppo Storico Poggese, i Calcianti della Palla Grossa, Gruppo Storico di Carmignano, Compagnia dell'Aringa di Vernio, Gruppo Storico Montemurlo, Associazione Terra di Prato, i Valletti della Badia di Vaiano, la Compagnia Accademia Creativa, la Compagnia Opera Fiammae e Opus Band.

Quest’anno una modifica al percorso ha consentito di tenere aperta piazza Mercatale. Qualche problema c’è stato solo nel tardo pomeriggio a Porta Santa Trinita dove le transenne, come da ordinanza comunale, hanno impedito l’accesso a via Marianna Nistri.

Niente fuochi d’artificio anche quest’anno, ma lo "Opera Florae" fatto di bagliori, scie di fiamme, faville e scintille a cura della Compagnia Opera Fiammae. Poi le proiezioni sulla facciata del Duomo a cura di Fonderia Cultart e Plasmedia sulla storia della città, gli episodi più significativi e i personaggi che hanno fatto conoscere Prato nel resto del mondo, tra cui Paolo Rossi.

Una giornata di festa che si era aperta in mattinata con il Pontificale in Cattedrale e la consegna dei ceri da parte del Comune di Prato in onore della Madonna. Il sindaco ha ricordato come insieme con il vescovo Giovanni il 19 marzo 2020, in piena pandemia, fu fatta un'ostensione straordinaria per chiedere di proteggere la città in un momento drammatico. Un'ostensione su una piazza deserta, dove le istituzioni ancora una volta ribadivano la necessità di un'unione forte per prendersi cura di una comunità smarrita nella paura. Il sindaco ha ricordato come ancora oggi continui questo importante percorso fianco a fianco tra Comune e Diocesi, coinvolgendo tutte le istituzioni del territorio, per dare una mano concreta a chi ha difficoltà, per essere punto di riferimento per una comunità che anche nei prossimi mesi rischia di dover affrontare difficoltà economiche e sociali. Superata l'emergenza Covid, in un momento di ripresa del lavoro, ha detto Biffoni, vi è la consapevolezza di quanto sia in salita la strada che deve essere percorsa davanti a segnali di crisi importante. Il sindaco ha ribadito con orgoglio la capacità e forza di reazione che Prato ha sempre dimostrato davanti alle sfide che si è trovata ad affrontare, una capacità che dipende anche da quanto le istituzioni restano unite e vicine con la massima attenzione verso la comunità. Il sindaco ha ribadito che davanti a qualunque difficoltà i cittadini troveranno l'Amministrazione e la Diocesi sempre presenti, fianco a fianco come oggi, con mani tese e con un obiettivo comune, il bene della comunità.
 

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