Il Tirreno

Prato

Novità tra i banchi

A Prato il liceo che sperimenta il “metodo rondine”: come funziona la didattica che insegna a non litigare

Maria Lardara

	Il liceo Livi di Prato
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Il liceo Livi di Prato

Il Livi è stato selezionato con altri 13 in Italia per far parte del “progetto Rondine”. Gli studenti impareranno a gestire e a risolvere i conflitti, anche quelli del quotidiano

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PRATO. Alzi la mano chi al liceo non si è mai sentito preso di mira da un professore, quello che magari gli dava brutti voti. Vecchie storie di conflitti, di relazioni difficili nel gruppo classe, che ora vengono a essere superate grazie al “metodo Rondine”, quello che sperimenterà una sezione del liceo linguistico Livi a partire dal 15 settembre.

L’istituto di via Marini è fra i 13 in Italia ad accogliere una “sezione Rondine” che prende il nome dall’antico borgo medievale in provincia di Arezzo sede della “cittadella della pace” in cui convivono studenti provenienti da realtà diverse e in conflitto. Non si tratta di aggiungere una nuova materia nell’offerta formativa della 3DL – la classe coinvolta nella sperimentazione – ma quello che i 17 alunni di questa classe impareranno rientra nelle cosiddette “competenze trasversali”, come la gestione e la risoluzione dei conflitti, l’educazione alla pace e le esperienze di cittadinanza attiva.

Grazie alla presenza di un mediatore esterno, si sperimenterà così sui banchi un approccio innovativo alle relazioni tra studenti e tra docenti. In un momento in cui le bombe in Ucraina scuotono il vecchio continente, diventa più che mai attuale affrontare il tema dei conflitti: nella 3DL questo sarà possibile grazie a un corpo docenti preparato e formatosi nell’ultimo anno proprio a Rondine.

Su impulso della preside Mariagrazia Ciambellotti, il liceo Livi ha aderito un anno fa alla sperimentazione della “sezione Rondine”. «I docenti dei consigli di classe “sezione Rondine” ricevono una formazione che serve a far apprendere strategie per la risoluzione creativa del “conflitto”, personale e interpersonale», spiega il docente Francesco Serrini, referente “Rondine” del Livi. In principio furono due licei di Arezzo l’anno scorso, quest’anno è il turno del liceo di via Marini che ha scelto il “metodo Rondine” per valorizzare le relazioni interpersonali. Prevista anche la partecipazione di un tutor, un esperto esterno che affianca ma non sostituisce il docente. Sarà lui a facilitare le dinamiche relazionali all’interno della classe da una parte e, dall’altra, facilitare le relazioni tra gruppo classe e docenti. Il 5 settembre, proprio a Rondine, nove ex alunni ebrei (tra cui la senatrice a vita Liliana Segre collegata in videoconferenza) sono tornati sui banchi al fianco dei giovani del Quarto Anno Rondine, studenti di tutta Italia che hanno scelto di frequentare nella cittadella della pace la quarta liceo. La classe collaborerà con i ragazzi dello studentato World House che a Rondine accoglie giovani provenienti da paesi teatri di guerra : fra gli impegni futuri, i viaggi nei luoghi della prima guerra mondiale e la visita al Parlamento europeo.
 

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