Sicurezza
Vescovo Simoni, chiesa gremita per l’ultimo saluto
A Prato prima di tutto portò quel suo essere pastore, quella sua vocazione rafforzata giorno per giorno
PRATO. Una chiesa, colma, e con fedeli anche nella piazza del Duomo dove è stato allestito un maxi schermo per partecipare alla messa di addio al vescovo emerito di Prato Gastone Simoni. Sulle prime panche la sintesi di quello che monsignor Gastone è stato per la città. Una guida che ha saputo tenere insieme le varie anime. C'è Claudio Martini, ex presidente della Regione, che da giovane sindaco accolse Simoni al suo arrivo dopo che per ben tre volte aveva rifiutato di essere vescovo. La quarta volta non aveva potuto tirarsi indietro. Raccontano di due giorni di preghiera per quella richiesta del Papa a cui temeva di non poter rispondere con la precisione, la profondità con cui da sempre aveva fatto tutto nella sua vita "Sono un pastore, curo le anime non sono un vescovo", pensava inginocchiandosi nelle chiese di Roma davanti al suo amatissimo Gesù Cristo.Eppure era sempre stato il primo, alla facoltà di filosofia, nello studio, fin dal seminario. Brillante fin da giovanissimo.
A Prato prima di tutto portò quel suo essere pastore, quella sua vocazione rafforzata giorno per giorno. Empatico, sempre attento agli ultimi che non lasciava mai soli. E, allo stesso tempo, coltissimo, punto di equilibrio dei fatti più complessi della città. Primo a impegnarsi per l'integrazione con la comunità cinese con la via Crucis in via Pistoiese e con i rapporti con le associazioni. Tra le corone c'è quella della diocesi di Whenzhou, regione di origine della comunità di Prato.
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