Gioco
Il grande abbraccio della città di Prato al vicesindaco “Gigi” Biancalani
Era gremito di persone il salone consiliare del Comune per la commemorazione funebre. Biffoni: «Continuare a lavorare per il bene di tutti come avrebbe fatto lui»
PRATO. Era gremito di persone ieri pomeriggio il salone consiliare del Comune per la commemorazione funebre di Luigi Biancalani, vicesindaco ed assessore alla salute e politiche sociali del Comune di Prato morto martedì scorso all’età di 74 anni. Rappresentanti delle istituzioni, autorità civili e militari, colleghi medici dell’ospedale di Prato e semplici cittadini: in tantissimi per l’ultimo saluto a “Gigi”, come lo chiamavano tutti. In tantissimi hanno sfiorato la sua bara al centro del salone, con la foto che lo ritraeva sorridente e con sopra la sciarpa del Milan, la sua squadra del cuore. In tantissimi si sono stretti intorno alla moglie Cosetta e ai figli Niccolò e Chiara nel momento più difficile.
La commemorazione è stata aperta dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: «La scomparsa di Luigi Biancalani segna la perdita di un amico, di un punto di riferimento per tutti. Luigi è stato un grande esempio di dedizione agli altri e a tutti coloro che erano in difficoltà. Anche nella malattia non ci ha mai trasmesso sofferenza, né rassegnazione».
Ha preso poi la parola il proposto della Misericordia Gianluca Mannelli, che ha ricordato la lunga militanza di Biancalani nella Confraternita: «Luigi è entrato a far parte della Misericordia da ragazzo e ha contribuito a farne l’istituzione che è oggi. Era un esempio di fermezza, dialogo e confronto e ci lascia una grande responsabilità, quella di portare avanti un’eredità importante nell’associazione e in città». Subito dopo, l’intervento di Guido Moradei, presidente dell’Ordine dei Medici di Prato, che Biancalani aveva contribuito a fondare diventandone il primo presidente. «Biancalani ha mantenuto la lucidità che lo aveva sempre contraddistinto in vita, salutando la sua famiglia e lasciando parole affettuose per tutti noi, soddisfatto di come aveva trascorso la sua vita». Ha preso poi il microfono con grande commozione l’amico di una vita, Antonello Giacomelli, che con lui condivideva la passione politica e l’amore per Prato: «Ci siamo, Gigi. Sapevamo che dovevamo arrivare qui. Ma anche sapendolo è dura lo stesso. Siamo qui a renderti onore, a rendere onore alla tua vita, al servizio che hai reso alla tua città. Nessun ruolo, nessuna carica ti ha cambiato o ha cambiato il rapporto delle persone verso di te. Hai sempre voluto e saputo proteggere e mantenere il tuo modo di fare umano, semplice, diretto».
L’ultimo intervento è stato del sindaco Matteo Biffoni, tra le lacrime: «Gigi era una delle mie poche certezze, il punto di riferimento in tutto nella vita. C'è solo un antidoto contro il profondo dolore che proviamo oggi per la perdita del vicesindaco, del medico, del confratello e dell’amico: continuare a lavorare per il bene della città e per coloro che sono in difficoltà, come avrebbe fatto lui». Al termine la moglie e i figli hanno abbracciato il sindaco Biffoni e ringraziato tutti i partecipanti per l'affetto e la vicinanza dimostrati.
Oggi il feretro sarà esposto alle cappelle della Misericordia in via Convenevole. Alle 16 monsignor Giovanni Nerbini celebrerà i funerali in Cattedrale.
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