Sicurezza
Giù Squittieri, nel caos del Pd resta Nannicini: lui il candidato
Biffoni: «Prato senza rappresentanti». Il partito: «C’è Martini»
Sarà l’economista Tommaso Nannicini, originario di Montevarchi, e non l’assessora Benedetta Squittieri, il candidato Pd nel collegio uninominale alla Camera di Prato-Mugello-Pistoia.
Per la prima volta nella storia della città, il centrosinistra non avrà una candidatura del territorio. Nel caos magmatico che sembra avere avuto il Pd pratese nell’ultimo mese, in molti del centrosinistra pensano che è come aver sbagliato un calcio di rigore in movimento. Con l’aggravante che, sull’immediato contropiede, con centrocampo e difesa impreparate, il Pd rischi di beccare un goal quasi impossibile. La metafora calcistica, ci sta tutta. Il tempo per recuperare, invece, non c’è. Il tempo corre.
Il Pd pratese è arrivato troppo tardi a fare le sostituzioni dei titolari in campo. Sono le 10:47 di ieri. Il segretario provinciale, Marco Biagioni, decide last-minute, con un messaggio sulla chat della segreteria provinciale, che la candidatura unitaria dei democratici per il collegio uninominale Prato-Mugello-Pistoia alla Camera è quello dell’assessora al bilancio e all’innovazione digitale Benedetta Squittieri. Ma, ormai, i giochi sono fatti: il nome, per avere qualche chance, sarebbe dovuto essere stato deciso almeno qualche giorno prima. Non c’è più tempo per rimediare.
Quello dell’assessora Squittieri era uno dei cinque nomi messi nella rosa del 30 luglio scorso votata all’unanimità dalla direzione provinciale, e fin dall’inizio uno dei più gettonati sia per l’esperienza amministrativa in corso sia per quella politica, essendo stata giovanissima segretaria provinciale dei Democratici di sinistra.
Da ieri, il nome del candidato arriva da Montevarchi ed è quello del professore Tommaso Nannicini, economista, iscritto al Pd, un tempo consigliere economico di Matteo Renzi, figlio d’arte dell’ex sindaco Ds della cittadina del Valdarno, Rolando Nannicini. Nella confusione e indecisione di Prato, il nome lo ha voluto il segretario nazionale Enrico Letta in persona. Un punto fermo va messo, deve aver pensato Letta, e a poche ore dalla presentazione delle liste non si può continuare con le divisioni interne. Una decisione che sembra avere anche l’odore della punizione, a cui potrebbe seguirne un’altra con Letta che starebbe pensando di commissariare la segreteria provinciale. «L’obiettivo della segreteria è sempre stato quello di superare veti e spaccature – si difende Biagioni –. In tutte le interlocuzioni che ho avuto con la dirigenza nazionale, nessuno ha mai posto condizioni senza le quali sarebbe saltato il candidato pratese. Alla notizia che Bini avrebbe ritirato la candidatura, ci siamo mossi per tentare di portare un pratese in lista. A quel punto, a causa di dinamiche nazionali, il segretario Letta ha imposto una candidatura esterna, seppur autorevole». Una “difesa” a cui, in serata, segue il tentativo del Pd pratese di spegnere le polemiche. «Un nome pratese nel listino plurinominale c’è – sottolinea il partito –: il Pd nazionale ha indicato Marco Martini, già sindaco di Poggio a Caiano e attuale tesoriere della segreteria provinciale dei democratici, come candidato al quarto posto nella lista plurinominale del collegio che include Prato». Un tentativo che non spegne il fuoco ormai acceso.Benedetta Squittieri annuncia l’indisponibilità ad essere candidata alla Camera. «Come ho dato quella mattina (30 luglio, nda) la mia disponibilità, in questo momento trovo giusto ritirarla, con lo stesso spirito di servizio. Non so se la questione è ormai definita dagli organi nazionali, ma troverei un peccato perdere questa occasione. Non per me che non ho mai chiesto di essere inserita in nessuna rosa, ma per la città che rischia di non essere rappresentata a Roma», scrive l’assessora su Facebook.
Nannicini, docente universitario, già sottosegretario nel governo Renzi, è un nome qualificato. Sarà lui a correre nel collegio uninominale alla Camera. Ma nei dem pratesi c’è l’amaro in bocca. La confusione regna. Troppe le divisioni, i veti incrociati, le diatribe interne. La senatrice uscente Caterina Bini, pistoiese ed ex sottosegretaria del Pd, fino a tre giorni fa era la candidata al collegio uninominale della Camera che copre la seconda città toscana. Poi, in poche ore, marcia indietro. Ma con una precisazione. «Già per Ferragosto avevo comunicato la mia indisponibilità agli organi nazionali e regionali del mio partito a presentarmi nel collegio uninominale della Camera Prato-Mugello-Pistoia – dice Caterina Bini – sono in lista nel collegio proporzionale e mi sembra corretto mantenere quella posizione e lavorare per il Pd su quel collegio». «Ho appreso che il mio nome sarebbe stato di nuovo in ballo per la candidatura alle politiche. La mia scelta è già stata fatta tempo fa e non ci sono ripensamenti, non sono in ballo», ha ribadito anche la consigliera regionale Ilaria Bugetti.
Il dispiacere, comunque, non manca. «Ho sentito il segretario Biagioni pochi minuti prima della direzione provinciale di sabato 30 luglio, mi ha detto che avrebbe inserito il mio nome e che si aspettava che io fossi disponibile. Ho incontrato il segretario una sola volta dopo quella telefonata. Adesso apprendo da voci e agenzie di stampa che il segretario Letta ha chiesto a Tommaso Nannicini di candidarsi nel nostro collegio in assenza di una proposta condivisa da parte del gruppo dirigente di Prato. Mi aspettavo una chiamata dal segretario del mio partito anche solo per capire cosa fosse cambiato dal momento in cui mi aveva chiesto la disponibilità, ma non è successo. Quindi come ho dato quella mattina la mia disponibilità trovo giusto ritirarla» ha chiosato Benedetta Squittieri.
Fra molti militanti Pd, il nome di Tommaso Nannicini non dispiace. O almeno, così sembra. Ma c’è un “ma” importante. «Non avremo rappresentanza del Pd del territorio ed è un grande dispiacere. Adesso l’unica cosa è fare campagna elettorale per il Pd a testa bassa. Non era mai successo che Prato, una città di 200mila abitanti, fosse senza candidatura del territorio», commenta il sindaco Matteo Biffoni, visibilmente amareggiato.
Il primo cittadino ha parlato con Enrico Letta nella notte fra martedì e mercoledì scorsi. «Per la prima volta che ricordi da quando faccio politica, una cosa del genere non era mai accaduta prima nella nostra città», conclude.
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