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Prato, senzatetto sgomberati dai giardini della Sacra Famiglia

Paolo Nencioni
Ripulitura dei giardini della Sacra Famiglia in via Papa Giovanni XXIII
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Ripulitura dei giardini della Sacra Famiglia in via Papa Giovanni XXIII

Municipale, Alia e Consiag hanno ripulito l’area dopo le proteste dei residenti. L’assessora Leoni non si fa illusioni: «Il fenomeno non si debella, si sposta»

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PRATO. Quando ieri mattina nei giardini accanto alla Sacra Famiglia, in via Papa Giovanni XXIII, si sono presentati i vigili urbani con gli operai di Alia e Consiag, i “campeggiatori abusivi” si sono allontanati alla spicciolata, portandosi dietro zaini e sacchetti. Sono i senzatetto che da settimane avevano scelto di dormire nella parte più nascosta dei giardini, dopo essere stati sgomberati dal loro ultimo domicilio conosciuto, la villa abbandonata di Santa Cristina e l’ex sede della Croce Rossa in via del Poggio Secco.

Il Comune, presente l’assessora alla Polizia municipale Flora Leoni, ha deciso di intervenire dopo aver ricevuto le lamentele dei residenti, che avevano presentato una petizione per lo sgombero dei senzatetto. Una protesta sul cui fuoco avevano soffiato a luglio anche i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia.

Ieri mattina dunque i vigili urbani si sono presentati ai giardini della Sacra Famiglia insieme ai dipendenti di Alia e Consiag e non hanno trovato nessuna resistenza, più preoccupati di non farsi identificare che di difendere un giaciglio che sapevano ormai perduto.

Per quanto sia perduto, poi, questo è un altro discorso, perché, come ammette l’assessora Leoni, «fenomeni di questo tipo non si debellano, si spostano».

Nessuno si fa illusioni sul fatto che i senzatetto spariscano.

Un tetto non ce l’hanno e dunque dovranno trovarsi un’altra sistemazione, magari torneranno nel complesso abbandonato di Santa Cristina, dal quale polizia, carabinieri e guardia di finanza li hanno costretti ad andarsene almeno tre volte negli ultimi tempi, in un caso anche con il superfluo uso di un elicottero.

O magari troveranno uno dei tanti casolari di periferia nella piana tra Prato e Poggio a Caiano. Non troppo lontano dal centro, però, perché alcuni di quelli che sono stati sgomberati dalla villa di Santa Cristina in centro ci “lavorano”: lì aveva trovato rifugio il rapinatore che a gennaio aggredì l’ex assessora Rita Pieri e lì vivevano altri che campano di scippi o di spaccio di droga.

L’intervento di Municipale, Alia e Consiag di ieri mattina si è tradotto sostanzialmente nella ripulitura dei giardini e nella rimozione delle masserizie lasciate: tavoli, sedie, un materasso, una tenda.

Il blitz è stato preceduto da un accorgimento “tattico”: il Comune nei giorni scorsi ha chiuso il fontanello a cui si abbeveravano, ma questo non è bastato a scoraggiarli. Qualcuno magari ha sperato anche in un temporale, ma quest’anno non è aria. Dunque si è proceduto con lo sgombero coatto.

L’opera di ripulitura andrà avanti fino a lunedì. Sono state tagliate anche le frasche che coprono alcuni avvallamenti naturali in fondo al giardino, usati per ricavare delle stanzette.

«Questo è il primo passo per rendere di nuovo puliti i giardini – commenta il consigliere comunale del Partito democratico Marco Sapia – Il Comune si era impegnato a rendere di nuovo decorosa l’area. Ora tocca alle forze dell’ordine tenere sotto controllo la situazione».
 

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