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Caro-benzina, a Prato ambulanze a rischio: «Siamo costretti a ridurre i servizi»
L’allarme del volontariato: «Senza aiuti, possibile ridimensionamento»
PRATO. Le ambulanze potrebbero non rispondere più alle richieste di soccorso o, addirittura, non mettersi in moto. Caro carburanti, caro luce, costi che lievitano a dismisura, tariffe della convenzione con Asl e Regione ferme dal 2012, non sono i prodromi del miglior stato di salute per le associazioni del volontariato sanitario.
Il problema si fa sentire anche a Prato, città con una forte vocazione al volontariato sociale. «Il problema c’è, senz’altro. I nostri organi federativi stanno trattando con le istituzioni, ma non veniamo meno alla nostra missione e non taglieremo i servizi di emergenza», dice Gianluca Mannelli, proposto dell’Arciconfraternita della Misericordia di Prato. Ma Domenico Giani, aretino, presidente delle Misericordie d’Italia, proprio ieri ha lanciato il grido di allarme: «Senza attenzione da parte delle istituzioni, il rischio è che in alcune zone d’Italia il volontariato sia costretto a fermarsi» a causa del caro-carburante. Il presidente nazionale delle Misericordie parla di un volontariato messo allo stremo, dove in alcuni casi è costretto addirittura a mettere mano al portafogli per pagare la benzina dei mezzi. «Non è il caso di Prato, anche se i costi stanno lievitando e pesano», precisa il proposto della Misericordia pratese.
Il problema c’è. Le associazioni lo avvertono, lo sentono gravare sulle proprie spalle. «Abbiamo un cda a costo zero, non prendiamo alcun gettone e funzioniamo come organo amministrativo operativo con responsabilità e tanto tempo in Pubblica assistenza – dice Piero Benedetti presidente de “L’Avvenire” –. Sto vedendo che sulla spesa corrente di quest’anno, rispetto ad un anno fa, i costi stanno aumentando ed è difficile il controllo di gestione». Si gonfiano i costi, ma i ristori delle Asl seguono delle tariffe ferme a ben 10 anni fa. «Inflazione all’8,6%, erosione continua delle risorse, equilibri difficili da mantenere. Così è davvero difficile andare avanti, se non intervengono le istituzioni a dare una mano. Non siamo una società di utili, cerchiamo di fare il possibile per essere vicini alla popolazione e per soccorrere. Sta diventando tutto troppo complicato in una situazione come quella di oggi», ammette il presidente della Pubblica assistenza L’Avvenire.
Giorni fa, nell’incontro in Regione fra le rappresentanze delle associazioni di volontariato e l’assessorato alla sanità, l’Anpas regionale ha puntato l’attenzione sui ristori e i servizi da mantenere. «Abbiamo ricevuto garanzie – dice Dimitri Bettini, presidente Anpas Toscana – che nei prossimi giorni partirà la concertazione per quanto riguarda i ristori dovuti al caro carburanti per l’emergenza sanitaria». Ma i ristori sono solo una parte della questione. «Abbiamo chiesto e ottenuto – prosegue Bettini – anche un approfondimento sull’appropriatezza dei servizi che ci vengono richiesti. Sono una mole diventata pesante per tutte le associazioni, soprattutto per quanto riguarda le dimissioni ospedaliere e alcune terapie. Uno studio reparto per reparto è quello che serve per capire se questo genere di viaggi siano davvero necessari. A completare il quadro, oltre alla proroga sulla sostituzione triennale dei mezzi, c’è una nuova bozza della riorganizzazione dell’emergenza che la Regione si è impegnata a fornire». Per Paolo Giusti, coordinatore Anpas per la provincia di Prato, la questione tariffe resta un nervo scoperto, ma soprattutto «è necessario rimodulare e riorganizzare il servizio del 118 per le esigenze reali di emergenza». «Non è pensabile di mettere in moto un’ambulanza per poi trovarsi davanti ad un codice bianco – continua Giusti –. È necessario un altro tipo di servizio sanitario sul territorio, senza ricorrere al 118». Per Piero Benedetti, è determinante avere delle agevolazioni fiscali. «Se lo Stato ci riconoscesse il 50% dell’Iva che versiamo, potremmo fare tante cose, essere in sicurezza e aiutare di più la popolazione. Se i costi delle materie, l’inflazione e il caro carburanti vanno avanti, in autunno anche noi potremmo decidere di rivedere alcuni servizi».
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