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Prato, stop ai cantieri: orari anticipati e cassa integrazione agli edili

Danilo Renzullo
I sindacati lanciano l’allarme caldo per le categorie più esposte
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I sindacati lanciano l’allarme caldo per le categorie più esposte

Sos dei sindacati: «Tutelare i lavoratori nelle ore più calde»

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PRATO.  Impossibile lavorare. O meglio, impossibile farlo nelle ore più calde della giornata. Per il settore delle costruzioni, quando la colonnina di mercurio supera i 35 gradi, operare rimanendo esposti al sole cocente e alle temperature record che l’estate sta riservando può trasformarsi in un pericolo.

I sindacati lanciano l’allarme per gli edili e chiedono di mettere in campo interventi di “protezione” dei lavoratori, dalla riorganizzazione degli orari all’attivazione della cosiddetta “cassa integrazione maltempo”, applicabile anche per caldo eccessivo.

A Prato circa il 5% delle aziende hanno fatto ricorso allo strumento che prevede l’attivazione temporanea (limitata a poche ore al giorno) dell’ammortizzatore sociale. Un centinaio di lavoratori, in totale, quelli coinvolti a fronte degli oltre 2.100 addetti che il settore impiega tra Prato e provincia.

«In questi momenti di allerta caldo, nel settore delle costruzioni e nel vasto indotto occorre molta attenzione perché il rischio infortuni e malattie è amplificato dalle temperature estreme che stiamo vivendo – sottolinea Enrico Menici, della Filca-Cisl di Prato –. Chiediamo alle imprese e ai lavoratori di fare molta attenzione e di ricorrere alla cassa integrazione nelle situazioni più critiche, oppure dove possibile anticipare l’inizio dei lavori per finire la giornata prima delle ore bollenti del primo pomeriggio. Ci sono gli strumenti per combattere e prevenire infortuni e malattie, occorre metterli in campo per evitare di trovarci ad affrontare situazioni irrimediabili».

Da alcuni giorni, il sindacato ha fatto partire una campagna di sensibilizzazione e informazione sugli strumenti che gli operai edili e le aziende del settore hanno a disposizione per fronteggiare l’ondata di calore di questi giorni.

Dalla Fillea-Cgil arriva invece l’allarme per le norme anti-caldo non rispettate dalle imprese, rivendicando maggiori controlli. «Niente ombreggiature, niente idratazioni, niente soste, niente stop sopra i 35 gradi con l’attivazione della cassa integrazione prevista in questi casi. Non è solo il calore a far male, è anche l’immobilismo: gli organi di controllo devono intervenire, serve più rispetto per le maestranze – accusa il sindacato –. Non siamo a conoscenza di interventi degli ispettori delle Asl o dell’Ispettorato del lavoro, né dell’Inail o dell’Inps: pretendiamo più controlli nei cantieri».

Il segretario generale della Uil Toscana Paolo Fantappiè lancia invece un appello alla responsabilità di tutti, aziende, lavoratori e istituzioni per proteggere gli addetti dal caldo torrido che continua a caratterizzare non solo l’estate, ma anche il lavoro di migliaia di addetti.

«Le aziende sono responsabili della salute e della sicurezza dei propri dipendenti – sottolinea il segretario della Uil –. Chiediamo loro di mettere in campo tutte le azioni di protezione e tutele per la salute dei lavoratori. Ci appelliamo però anche alle istituzioni politiche e a quelle atte alla vigilanza di monitorare la situazione per evitare tutto ciò che comporti un rischio alla salute e alla sicurezza dei lavoratori».

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