Sicurezza
Morti, infortunati e malati a vita: «Il lavoro è ormai un’emergenza»
La Cgil: «È una strage, occorre invertire rotta e investire sulla sicurezza»
PRATO. Aumentano gli infortuni e le malattie professionali e l’allarme sicurezza sul lavoro diventa un’emergenza.
II decesso di Gianni Gesualdi, l’elettricista 49enne di Montemurlo morto ieri mentre lavorava alla manutenzione di un quadro elettrico nel ristorante Tortellove di via Tinaia, nel centro storico di Prato, è l’ultimo caso di quella silenziosa strage che quotidianamente conta, in media, tre vittime a livello nazionale.
Morire di lavoro, ma non solo. Infortuni, gravi e non, malattie, spesso invalidanti, per il mancato rispetto delle norme di sicurezza, per accelerare le produzioni o per non gravare sulle casse aziendali.
«È evidente che la situazione sicurezza e salute sul lavoro è ormai diventata un’emergenza – sottolinea Juri Meneghetti del coordinamento salute e sicurezza sul lavoro della Cgil di Prato –. In Italia, le statistiche ci parlano di una media di tre morti sul lavoro ogni giorno: non sono e non possono essere numeri da Paese civile. A Prato, come anche sul territorio regionale, continuiamo ad assistere ad un aumento delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro».
Una strage. Silenziosa, ma quotidiana, alimentata dai mancati investimenti in formazione e sicurezza.
«Occorre puntare sulla prevenzione – prosegue l’esponente della Cgil pratese –. E la prevenzione deve andare di pari passo con la formazione di tutti i lavoratori, ma anche dei datori di lavoro perché quello della sicurezza è un tema che riguarda tutti. Occorre però anche combattere quei fenomeni di irregolarità che possono accrescere i pericoli per un lavoratore. Per farlo occorrono maggiori controlli ed è quindi necessario investire ed intervenire sugli organi di controllo. La sicurezza e la salute sul lavoro devono essere le vere priorità». Strumenti anche per prevenire e combattere infortuni e malattie professionali che, secondo l’ultima analisi dell’Inail (riferita a dati di maggio) vedono Prato “scalare” posizioni nella triste classifica regionale e nazionale con un aumento delle denunce. «Un’emergenza che continua – conclude Meneghetti –: nonostante le norme introdotte non abbiamo purtroppo assistito ad un’inversione di tendenza».
«Anche oggi (ieri per chi legge, ndr) purtroppo un ennesimo caso di morte sul lavoro. Il pensiero non può andare che alla famiglia, ai parenti, ai cari, che hanno salutato come ogni mattina Gianni Gesualdi e che ora sono a piangerlo. Ci troviamo ancora una volta a ricordare chi ogni giorno cerca la dignità del lavoro e invece trova la morte – commenta il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo esprimendo il proprio cordoglio alla famiglia dell’elettricista di Montemurlo –. Questa catena si deve spezzare: servono azioni immediate, impiego di risorse per aggiornare le misure a tutela dei lavoratori, la formazione, i controlli e per far nascere una rinnovata cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro».
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