Il Tirreno

Prato

I funerali

L’addio a Giacomo, morto a 20 anni con l’aliante: «Nuotatore volante, insegna acrobazie agli angeli»

Paolo Nencioni

	Il volo dei palloncini al termine del funerale; nel riquadro la vittima 20enne
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Il volo dei palloncini al termine del funerale; nel riquadro la vittima 20enne

Prato. Centinaia di persone ai funerali del giovane. In chiesa il video con le sue parole: «Non si molla di un millimetro, sempre a palla»

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PRATO. «Caro Giacomo, ora che sei lassù insegna agli angeli qualche volo acrobatico...» dice padre Tonino. Giacomo Di Napoli non c’è più, è morto a 20 anni lunedì 11 luglio cadendo col suo aliante a Castel Viscardo, in provincia di Terni, ma il suo volto e la sua voce si materializzano nella chiesa di Sant’Agostino a Prato al termine dei funerali celebrati lunedì 18 luglio, provocando un’onda emotiva quasi insopportabile tra le centinaia di persone che la chiesa non è riuscita a contenere.

Al termine della cerimonia officiata da padre Tonino, che tanti anni fa in questa stessa chiesa aveva conosciuto i genitori di Giacomo, Gennaro e Cristina, dal 2004 residenti ad Agliana, la famiglia ha voluto che fosse proiettato un breve video, realizzato dallo stesso giovane, nel quale Giacomo parla delle sue passioni, il nuoto, i voli acrobatici con l’aliante (si stava preparando a partecipare ai Mondiali), le sue parole prima dell’ultimo volo: «Qui tutto bene, non si molla neanche di un millimetro, sempre a palla».

Sì, Giacomo Di Napoli, il Nuotatore volante, ha vissuto intensamente i suoi 20 anni. Sempre a palla. Ha riempito la sua breve vita di emozioni ed esperienze che molti non riescono e mettere insieme in esistenze ben più lunghe. Amava citare Nelson Mandela: «Io non vinco o perdo, io vinco o imparo». Tutto questo però non riesce a consolare mamma Cristina e babbo Gennaro, a due passi dalla bara coperta con le magliette delle passioni del figlio.

E consola solo in parte gli amici che con lui hanno condiviso quelle esperienze, gli amici del nuoto, quelli che sono venuti con le magliette della società Cogis, gli amici dell’aeroclub “I pinguini” di Santonuovo, i compagni di avventura in Nazionale di acrobazia in aliante che erano accanto a lui quando è accaduto l’incidente.

Giacomo era campione italiano di questa disciplina, ma non solo: era il pilota più giovane di sempre ad aver preso tutta una serie di brevetti di volo. Sapeva condurre un aliante, guidare un elicottero, far decollare un Cessna. Sicuramente sapeva il fatto suo quando si trattava di librarsi nell’aria. Per questo si pensa che abbia trovato la morte a causa di un problema tecnico o di un malore o di un vuoto d’aria, come ha provato a elencare un’amica che lo ha ricordato dall’altare. Lo accerteranno le indagini della Procura di Terni e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.

«Continua a volare in questi spazi immensi – gli ha detto padre Tonino nell’omelia – Chiedi a dio che ti lasci ancora volare lassù».

Toccante, sul finire della cerimonia, il ricordo che ha voluto lasciare la sua amica di sempre, con le lacrime agli occhi e la voce incrinata ma determinata a ricordare le tappe di un’amicizia iniziata al maneggio, da bambini, le sfide, i giochi, i litigi e le riappacificazioni.

In un’ala della chiesa c’era anche una rappresentanza dell’Aeronautica militare in divisa, di cui Gennaro Di Napoli è colonnello.

Alla fine tanti palloncini bianchi, come accade spesso quando muore una persona così giovane, ma che in questo caso avevano un significato speciale. Sono volati in cielo come ha volato tante volte Giacomo e il vento li ha spinti verso Agliana.




 

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