La manifestazione
Prato, dipendente Asl rubava in ospedale: interdetta dalla professione
L’interdizione è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Leonardo Chesi su richiesta del sostituto procuratore Laura Canovai, titolare delle indagini, e notificata oggi, 14 luglio, dai carabinieri, che hanno svolto gli accertamenti
PRATO. L’operatrice socio-sanitaria di 56 anni in servizio all’ospedale Santo Stefano di Prato accusata di aver derubato almeno tre pazienti in fin di vita è stata interdetta per quattro mesi dalla professione, in attesa dell’esito del procedimento disciplinare che potrebbe concludersi col licenziamento. L’interdizione è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Leonardo Chesi su richiesta del sostituto procuratore Laura Canovai, titolare delle indagini, e notificata oggi, 14 luglio, dai carabinieri, che hanno svolto gli accertamenti sul conto di Luminita Martinas, originaria della Romania e residente a Firenze.
La donna è stata denunciata lo scorso 20 giugno all’esito delle indagini dei carabinieri dopo la denuncia presentata da Carlo Paolo Romei, 82 anni, padre di Antonella, una paziente cinquantenne deceduta al Santo Stefano dopo una lunga malattia. I carabinieri hanno accertato che dal portafoglio di Antonella era sparito un bancomat col quale l’operatrice socio-sanitaria, ora sospesa, aveva fatto per 15 volte la spesa all’Esselunga e in una parafarmacia.
Analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza, i carabinieri hanno ricostruito i movimenti della donna e poi è scattata una perquisizione nel corso della quale sono state trovate tre carte di credito appartenenti ad altrettanti pazienti (in un caso si trattava di un’infermiera, collega dell’Oss, ricoverata dopo un incidente).
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