Gioco
I pratesi snobbano la ville lumière Parigi ora vale meno di Milano
Molti storici “cappottai” hanno deciso di privilegiare la fiera meneghina
PRATO. L’hanno scansata gli storici “cappottai”, come Bellucci, Menchi, Fortex ma anche nomi prestigiosi come il lanificio Ricceri: faranno rotta su Milano Unica, fra una settimana. Mancano all’appello anche le aziende del presidente di Pratotrade (Bisentino) e del coordinatore sezione moda di Confindustria Toscana Nord (Faliero Sarti): pronte per Milano Unica, il 12 luglio.
Première Vision è sempre Première Vision ma probabilmente convince poco la mossa di aver giocato d’anticipo sulle date da parte dell’organizzazione, con una decisione annunciata nel 2020 prima che scoppiasse la pandemia. Da settembre a luglio, una settimana prima del salone di Milano. Ieri si sono spalancati i cancelli del Paris Nord Villepinte in una Parigi dall’aria più respirabile che a Prato, con la temperatura che non superava i 25 gradi. Ma con il Covid non del tutto archiviato tanto che non tutte le aziende si sono presentate con lo staff al completo previsto per questa tornata fieristica: qualche titolare addirittura è rimasto a casa scoprendosi positivo al Covid dopo aver fatto un tampone poco prima della partenza. Piene di creatività le valigie dei 60 pratesi in trasferta fino a domani nella capitale francese mentre le agende traboccano di appuntamenti con i clienti, soprattutto americani. Tanti americani ed europei, pochissimi gli asiatici (Cina, Giappone, Corea) dove ancora gli spostamenti sono resi difficoltosi dal Covid. Alcuni lanifici faranno gli straordinari partecipando sia a Première Vision che a Milano Unica, come la Marini Industrie che alle 11 aveva già incontrato quattro clienti americani. Dopo due anni in cui le aziende si muovevano con il freno a mano tirato, la parola d’ordine è “osare” in collezione. «Uno sforzo che ha prodotto una linea ricca di colori e disegni particolari, lavorazione jacquard e ricami sui cappotti, con una preferenza per colori forti come giallo e rosa nelle declinazioni del fluorescente», racconta l’imprenditore Francesco Marini. Che ha una lunga lista di clienti da incontrare, metà a Milano e metà a Parigi. Il consigliere di presidenza di Confindustria Toscana Nord s’interroga su quanto la fiera francese nella versione anticipata possa essere appetibile a lungo termine per il distretto pratese. «Più che altro nell’ottica di interessamento per i clienti asiatici. I tempi del mercato si sono allungati, soprattutto rispetto alle consegne degli ordini. Anticipare le date può essere interessante per europei e americani ma andrebbe peggio agli orientali che hanno tempi più lunghi nella programmazione delle collezioni». Fra i corridoi della fiera parigina, poche le mascherine indossate nonostante in Francia ieri si viaggiasse al ritmo di 200mila nuovi casi al giorno. «Il dispositivo lo raccomandiamo come politica aziendale», sottolinea Roberto De Matteis, vicepresidente della Pontetorto che farà il bis di fiere. L’agenda vede segnati più appuntamenti a Milano che a Parigi, che rimane comunque una piazza promettente per stringere la mano agli americani. Per il comparto dei tessuti non sono rose e fiori e questa sensazione di incertezza si respira anche a Parigi. «L’andamento della produzione è macchia di leopardo – prosegue De Matteis – In alcuni segmenti di mercato si sta esaurendo la capacità di produttiva, con difficoltà nell’acquisizione di filati e rispetto ai costi dell’energia. Le incognite sono tante: nella nostra divisione di articoli sportivi, ad esempio, si riscontra più richiesta ma anche più difficoltà produttiva. Per questo tendiamo a prendere consegne più lunghe». Il lanificio Luigi Ricceri vedrà 60 clienti americani a Milano. «Per quanto ci riguarda, Parigi non è più la nostra fiera di riferimento – chiosa Francesco Ricceri – Lo è stata, anche grazie ai pratesi. Ma Milano Unica ormai ha un respiro internazionale». l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
