Lutto
Lascia il posto fisso e apre negozio di prodotti campani
La storia di Caterina, che a Prato ha trovato l’amore e l’idea per iniziare una nuova attività imprenditoriale
Prato L’amore per la terra d’origine ce l’ha cucito addosso. E non è solo un modo di dire. “Terra mia” è un brano di Pino Daniele e quei versi Caterina li ha stampati sulla maglietta a sfondo bianco con cui, da pochi giorni, fa assaggiare tante prelibatezze del territorio campano in quel di Prato. “Terra mia” è una new entry fra le attività commerciali in via Muzzi, in un fondo che fa angolo con via Guasti di cui Caterina si è subito innamorata. È qui che la trentenne ha deciso di ripartire da zero riannodando quel legame con la sua terra fatto di sapori autentici, quella che ha lasciato a 16 anni per trasferirsi a Roma e poi a Londra. Dove ha trovato un amore pratese. «Andando all’estero ho sempre cercato casa da qualche parte e così mi è venuta l’idea di portare i miei sapori nella città che mi ha accolto, dove vivo e sto bene», racconta Caterina Mirra, titolare dell’enogastronomia partenopea che ha aperto da pochi giorni. L’ultimo volo che l’ha riportata a Prato, prima che scoppiasse il lockdown nel marzo 2020, Caterina se lo ricorda bene. Lei che nella metropoli londinese ha lavorato per cinque anni come assistente in uno studio professionale, con una laurea in scienze politiche in tasca. «Studiavo e lavoravo per pagarmi un master in giornalismo». Ma la sua strada era un’altra ed è stato il Covid a dare alla giovane la molla per capirlo e rimettersi in gioco: nel settembre 2020 Caterina riprende a lavorare come assistente di uno studio professionale, stavolta a Firenze, finché non decide di dare un calcio al lavoro da dipendente. «Dovevo fare qualcosa di mio. Oltretutto, nel frattempo sono diventata sommelier e fra pochi giorni darò l’esame per il secondo livello». E in effetti non mancano i vini di eccellenza del territorio campano spulciando fra le specialità di “Terra Mia”. Insieme a mozzarelle e ricotte di bufala, spiccano anche i salumi del Cilento, i babà prodotti nella costiera amalfitana, la pasta e i grissini di Gragnano, i profumi del mare con le alici di Cetara. E giovedì grande inaugurazione con i tavolini all’aperto per l’aperitivo, in concomitanza con l’avvio della pedonalizzazione dentro le mura. «Se non ci fosse stato il Covid, probabilmente non avrei trovato la spinta per intraprendere questa attività – dice Caterina – Da un anno faccio ricerca e selezione di prodotti di alto livello». l
Maria Lardara
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