Il Tirreno

Prato

Le filature sono uscite dal tunnel della pandemia

In alto un operaio impegnato nel lavoro all’interno di una filatura
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In alto un operaio impegnato nel lavoro all’interno di una filatura

Recuperato con gli interessi il 25% di fatturato perso nel 2020

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PRATO. Per i filatori pratesi la 91ª edizione di Pitti filati, collezioni autunno-inverno 2023-2024, in programma a Firenze dal 29 giugno al 1° luglio, si apre con le incertezze che accomunano tutta l'economia mondiale ma anche con lo spirito positivo che nasce dalle buone prestazioni del comparto.

Le oltre 80 imprese produttrici di filati del distretto pratese (nel numero sono comprese solo quelle che hanno rapporti autonomi col mercato, non le filature contro terzi), 1.500 addetti diretti, hanno ampiamente recuperato quel 25% di fatturato che avevano perso nel 2020 ed è presumibile che il valore della produzione 2022 possa superare i 620 milioni dell'ultimo anno pre-covid, il 2019. La produzione del 1° trimestre 2022 ha segnato +27,8% rispetto allo stesso periodo del 2021 e +9,8% rispetto al 4° trimestre del 2021; il confronto sempre del 1° trimestre 2022 con la media del 2019 evidenzia un ottimo +12,5%. Per quanto riguarda l'export, il recupero è altrettanto evidente, con il 1° trimestre 2022 che segna +4% in valori rispetto allo stesso periodo del 2019 (+42,1% rispetto allo stesso periodo del 2021). Un dato importante, quest'ultimo, perché l'export costituisce il 55% del fatturato dei produttori di filati per maglieria (una quota inferiore invece per i filati da tessitura, assorbiti per lo più dal mercato interno). Per quanto riguarda i mercati esteri, in Europa nel 2021 il più consistente è stata la Germania col 10,2% del totale, tallonata dalla Romania (luogo di produzione di maglieria per importanti brand) con 9,8%, mentre è più distanziata la Francia con 5,4%. Fuori Europa, considerando congiuntamente Hong Kong più Cina si arriva a quota 15,9% (rispettivamente 8,7% e 7,2%: questi dati vengono comunque tenuti solitamente separati date le diverse dinamiche che investono le due destinazioni, con Hong Kong che costituisce un hub per gran parte dell'estremo Oriente).

Molte filature hanno puntato sulla sostenibilità ed è proprio su un aspetto particolare della sostenibilità, quello del rispetto della tracciabilità e del benessere animale, che si incentra il workshop "Animal Welfare: the resilient supply chain of animal textile fibers production" che il gruppo Produttori di filati della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord organizza giovedì 30 giugno alle ore 14.30 alla Fortezza da Basso di Firenze durante la fiera, grazie all'ospitalità e alla collaborazione di Pitti Immagine.
 

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