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cronaca

Operai licenziati, ora la protesta prende di mira i committenti

Prato, picchetto davanti al negozio Piazza Italia nel centro commerciale I Gigli


19 giugno 2022 Alessandro Formichella


PRATO.  Dalle fabbriche ai rivenditori. Si sposta la protesta dei lavoratori della filiera della moda e delle confezioni che ieri pomeriggio hanno portato davanti al negozio di Piazza Italia, all'interno del centro commerciale dei Gigli a Campi Bisenzio, la rivendicazione della loro condizione di lavoro. Si tratta di un gruppo di lavoratori stranieri delle due aziende di terzisti pronto moda di via Carcerina, nel comune di Campi Bisenzio al confine con Poggio a Caiano, che hanno trasferito la protesta davanti all'atto finale della filiera commerciale; quello della vendita al cliente.

Una trentina le persone che hanno partecipato alla manifestazione, con le bandiere dei Cobas. Il nome del brand "Piazza Italia" , «quale presunto committente delle aziende di lavorazione di via Carcerina, ambedue intestate a cittadini orientali, è stato fatto da uno dei due titolari delle aziende di Campi Bisenzio dove sono stati fatti i cinque licenziamenti per la protesta contro il lavoro il giorno di pasquetta», spiega Sarah Caudiero del sindacato Si Cobas di Firenze e Prato. Così la protesta è entrata nel tempio del commercio, qual è il centro dei Gigli. Proprio lì a due passi da un'altra azienda ancora in assemblea permanente come la ex Gkn, ora QF spa.

«Sono questi i marchi dei committenti dei terzisti del pronto moda come il brand Piazza Italia. Ci sono delle responsabilità chiare e dirette. Abbiamo la legge Biagi che rimanda ai committenti della lavorazione la responsabilità della mancanza dei diritti dei lavoratori, della regolarizzazione dei contratti e degli abusi perpetrati come della mancanza dei regolari pagamenti contributivi e dell'evasione fiscale. Le aziende terziste chiudono da una parte e poi riaprono da un'altra; è un sistema senza soluzione di continuità, ma che va interrotto», esclama Luca Toscano dei sindacati di base.

Ieri mattina la protesta era partita da via Guido Rossa a Comeana, nel vicino comune di Carmignano, dove le due aziende orientali di via Carcerina hanno riaperto i battenti da qualche tempo senza battere ciglio. «Diventano inutili anche i controlli se ogni volta che viene trovata un'azienda di terzisti fuori regola, questa viene chiusa e riapre poco dopo a 5 chilometri di distanza in un altro comune», prosegue Toscano. «Un comizio continuo perché ci si renda conto di cosa significa lo sfruttamento lavorativo su tanti lavoratori, stranieri e non – dice Luca Toscano – qui molte persone che erano a fare shopping hanno solidarizzato con noi, hanno applaudito, non sono entrate nel negozio di Piazza Italia. Bisogna che Piazza Italia, come committente delle due ditte di via Carcerina, siano direttamente interessate a quanto sta avvenendo e richiamate alle loro responsabilità. Si tratta di persone licenziate che per anni hanno lavorato 12 ore al giorno con contratti part time. Qui c'è evasione fiscale e contributiva in grande quantità. E i marchi dei pronto moda devono essere fortemente responsabilizzati su quanto sta avvenendo».

Accuse puntuali quelle fatte dai due sindacalisti che non dovrebbe vedere solo nei committenti i soggetti da sensibilizzare e fare intervenire per porre fine a qeusto genere di sfruttamento dei lavoratori.


 

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