Il Tirreno

Prato

Via la mascherina agli esami scolastici. Esultano studenti e presidi: «Era l’ora»

Maria Lardara
Lo  svolgimento degli esami di terza media al convitto Cicognini
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Lo svolgimento degli esami di terza media al convitto Cicognini

Qualcuno ha anticipato le decisioni ufficiali

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PRATO. I primi a levarla saranno gli studenti di terza media, alle prese con il primo esame della loro vita. Tanti a viso scoperto ieri mattina su banchi ben distanziati lungo il corridoio del Convitto Cicognini ma sulla carta è previsto per oggi il decreto che cancellerà l’obbligo di mascherina agli esami di terza media e maturità. In realtà oggi, 15 giugno, dovrebbe essere il giorno dell’abbandono delle mascherine ovunque, anche al chiuso: deciderà in giornata il consiglio dei ministri su un’eventuale proroga dell’obbligo per i mezzi di trasporto mentre per gli esami di terza media e superiori, idem per cinema e teatri, si andrà avanti a suon di “raccomandazioni”. Protezione consigliata ma non più obbligatoria per i circa 1.950 studenti pratesi che il 22 giugno si metteranno in gioco per la prima prova scritta dell’esame di Stato in un ritorno alla (quasi) normalità. In attesa della misura che farà cadere l’obbligo cui dovrebbe seguire a tempo record una circolare esplicativa per gli istituti, gli esami di terza media in certe scuole sono già iniziati. Con o senza mascherina: insomma, la decisione dei ministri Speranza e Bianchi è arrivata sul filo del rasoio. Bocche coperte ieri mattina alle medie Marcocci, tanto per fare un esempio. «La prima prova per gli studenti di terza l’abbiamo fatta stamattina (ieri, ndr) con la mascherina – sottolinea la preside del Primo Levi Gabriella Franco – L’auspicio è che arrivino quanto prima indicazioni più certe sui dispositivi». Quella che si potrebbe profilare è una situazione a macchia di leopardo, anche se il venire meno dell’obbligo era nell’aria già lunedì pomeriggio dopo la riunione dei ministri Bianchi e Speranza. Così al Convitto ieri mattina alcuni ragazzi avevano il dispositivo di protezione, altri no. Più tempo invece per i maturandi: il 20 giugno s’insedieranno le commissioni degli esami che vedranno il ritorno delle due prove scritte dell’epoca pre-Covid. E niente mascherina, appunto. «Era l’ora: i ragazzi di accalcano ai concerti e poi a scuola devono mettere la mascherina?», fa notare Paolo Cipriani, preside del Marconi dove andranno alla maturità sette quinte. Unanime il coro dei presidi alla maturità senza mascherina. «Chi vuole può tenerla – ricorda Mariagrazia Ciambellotti, preside del Livi-Brunelleschi – ma il momento dell’esame di Stato di per sé avviene già in un ambiente tutelato con distanze prestabilite». Il venir meno dell’obbligo di mascherina è ancora più apprezzato in previsione di temperature infernali per la prossima settimana. «Le scuole non sono certamente dotate di ventilatori – ricorda il preside del Cicognini-Rodari Mario Di Carlo – Ci arrangeremo. In ogni caso la fine delle mascherine è una luce in fondo al tunnel nel quale siamo da due anni». Anche al Dagomari la maturità a volto scoperto viene vista come un segno di ritorno alla normalità. «Le distanze nelle classi andranno comunque mantenute – sottolinea la preside Claudia Del Pace – Finestre aperte e purificatori d’aria accesi ci aiuteranno». Al Convitto Cicognini l’attesa dell’ultimo capitolo del ciclo scolastico è vissuta quasi in un clima di festa. Venerdì è andata in scena la notte dei licei, un momento di ritrovo di tutti i maturandi. «È stato bello vedere le cinque quinte festeggiare e ritrovare lo spirito di gruppo – sottolinea la rettrice Giovanna Nunziata – Ben venga, finalmente, l’esame senza mascherina».
 

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