Attenzione
L’ultima meta di Visintin Lacrime e commozione
Il mondo del rugby rende omaggio all’allenatore morto domenica dopo aver insegnato i valori dello sport a generazioni di pratesi
PRATO. L’ultimo saluto a Marco si è svolto dove il maestro Vise ha passato buona parte della sua vita, su un prato di erba verde con attorno tanti appassionati di rugby giovani e meno giovani. Si sono svolte ieri pomeriggio nel giardino della chiesa delle Badie le esequie di Marco Visintin, professore, allenatore, maestro, venuto a mancare domenica scorsa dopo una lunga malattia. Marco, sessantotto anni, lascia la moglie Cristina ed i figli Lorenzo e Federica, ma anche tutta la famiglia del rugby pratese che si è stretta con affetto attorno ai suoi cari in questi giorni difficili. Un affetto sincero, commosso ha accompagnato l’ultimo saluto ad uno dei maestri dello sport cittadino. La maglia del Gispi Prato, società che ha avuto l’onore di avere il maestro “Vise” come educatore fin dal lontano 1986, con scritto il nome Marco poggiata sulla bara durante la cerimonia a cui erano presenti compagni, amici, avversari di cinquant’anni di rugby vissuti ogni domenica con lo stesso entusiasmo. Tutti i dirigenti, lo staff ed i giovani atleti del Gispi Prato erano presenti ed hanno voluto ricordare un uomo che in oltre quarant’anni di carriera ha saputo trasmettere i valori più importanti dello sport, in particolare il rugby, a generazioni di giovani pratesi, fortunati ad averlo avuto come educatore, un esempio sul campo ma anche al di fuori, dove Marco si è saputo distinguere diventando uno degli educatori più stimati e rispettati della penisola. L’Assessore allo sport Vannucci, in rappresentanza del Comune, era solo uno dei tanti rappresentanti dello sport cittadino presenti, Fabrizio Bertocchi del Gispi Prato e Francesco Fusi dei Cavalieri Union, presidenti delle più importanti realtà cittadine rugbistiche erano circondati dai tanti rugbisti commossi che avevano condiviso il campo con Visintin. Toccanti le parole di Enrico Romei, director of rugby del Gispi Prato che sta seguendo le orme solcate dal Vise, che in apertura di cerimonia ha voluto rendere omaggio all’uomo oltre che al maestro di sport ricordando quanto fosse stato generoso e disponibile con tutti, il suo buon umore, il sorriso mostrato anche di fronte alle avversità, ma anche la capacità di inclusione e di integrazione che ne hanno caratterizzato il percorso come allenatore. Il figlio Lorenzo, nel ricordo commosso del padre, ha sottolineato l’altruismo che lo ha contraddistinto in vita esortando a seguire il suo esempio come testimonianza di affetto per il “Vise”. Infinite le vittorie sportive con le squadre giovanili, ma i successi più importanti li ha conseguiti permettendo a tanti ragazzi l’incontro con il rugby, condizionando in positivo la loro vita, consentendo loro di esprimersi e di crescere in un ambiente sano che lui stesso ha contribuito a plasmare con la sua pazienza e sapienza, se oggi il rugby pratese è tenuto in considerazione come modello formativo è buona parte merito di ciò che il Vise ha lasciato sul campo ma anche nella testa delle generazioni di ragazzi che hanno avuto il privilegio di condividerne il campo. l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
