Gioco
Referendum, ingorgo di presidenti. Tutti in fila per consegnare i plichi
Bassa affluenza e scrutinio lampo: in 179 sono arrivati insieme alla palestra
PRATO. A sentire il Comune è filato tutto alla perfezione, ma qualche problema in realtà c’è stato subito dopo la chiusura delle urne per il referendum sulla giustizia sostanzialmente snobbato dai pratesi come dal resto degli italiani (in provincia appena il 17,36% di votanti, ben lontano dal quorum del 50%) .
È stata proprio la bassa affluenza al voto a provocare un “ingorgo di presidenti” che non si era mai visto. Intorno alla mezzanotte i presidenti delle 179 sezioni allestite in città, dopo aver fatto un rapido scrutinio delle poche schede raccolte, si sono messi in macchina tutti insieme e si sono diretti verso il parcheggio allestito dal Comune sul retro della scuola Cesare Guasti.
Alle elezioni amministrative questo problema non si pone perché c’è chi fa presto e chi fa tardi, in certi casi ci fa mattina, ma stavolta lo scrutinio era davvero molto semplice: poche schede, un sì oppure un no, nessuna contestazione. Dunque a notte fonda piazza San Domenico ha offerto uno spettacolo bizzarro, con una lunga coda di auto incolonnate su corso Savonarola, alimentata da quelli che arrivavano da via San Vincenzo. Chi c’era racconta che a un certo punto, stufi di aspettare, alcuni presidenti di seggio, hanno mollato la macchina e si sono incamminati a piedi, ma quando sono arrivati coi plichi davanti alla palestra della scuola sono stati fermati perché c’era un ordine da rispettare. Alcuni sono stati rimandati a fare la coda insieme alle macchine, c’è stata qualche discussione e alla fine, come capita in tutti gli ingorghi, anche questo si è risolto.
Rispetto alle precedenti tornate elettorali le iscrizioni all’Albo degli scrutatori e degli elettori sono state scarse, nonostante la precedenza data come sempre ai disoccupati. In via preventiva il Comune aveva allertato anche sei dipendenti comunali per ricoprire il ruolo di presidente, ma non ce n’è stato bisogno e l’Ufficio è riuscito a trovare la quadratura del cerchio riuscendo ad aprire tutti i seggi nelle 179 sezioni elettorali. Ma l’ingorgo non l’aveva previsto. l
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