Gioco
Altolà della So.crem al forno crematorio della Misericordia
«Progetto condiviso, no alle fughe in avanti»
PRATO. Più che il tempio della cremazione e della pace sta diventando il luogo della contestazione. L’uscita pubblica della Misericordia di Prato sull’ipotesi di costruire un forno crematorio al cimitero di via Galcianese sta sollevando una ridda di polemiche. Immancabili. E in parte dovute. La So.crem, società per la cremazione di Prato in via Santa Trinita, è rimasta senza parole. «Sono più di 30 anni che lavoriamo per realizzazione di un tempio crematorio a Prato, circa dieci anni fa abbiamo sviluppato un progetto con uno studio di Bologna da regalare addirittura al Comune, continuiamo da sempre a valorizzare il messaggio etico e morale della cremazione – esplode Franco Bigagli, ex presidente della Pubblica Assistenza e oggi presidente della So.crem – Mi stupisce che la Misericordia si sia accorta solo ora sulla via di Damasco della necessità di un tempio crematorio. Una consapevolezza, quella della Misericordia, che potrebbe essere una buona cosa, un fatto positivo se però se ne fosse discusso all’interno della So.crem e non con una uscita da soli e unilaterale che francamente trovo di cattivo gusto».
La Misericordia, per ora, sembra aver scelto la via tutta solitaria di ascoltare i propri associati e di portare all’assemblea ordinaria di giugno l’ipotesi e la possibilità di costruire un forno crematorio. Anni fa proprio la So.crem, con l’allora presidente Franco Lotti, portò avanti la campagna della cremazione e del parco del forno crematorio. Fu individuata anche la collocazione, a Chiesanuova, e furono messe in cantiere intese con l’Unione industriale pratese alla ricerca dei finanziamenti necessari. Poi comitati cittadini e una politica indecisa alimentarono la disapprovazione dei residenti che, però, oggi come oggi non sembra stare più nei numeri né nelle richieste dei cittadini. «La Misericordia di Prato è dentro la So.crem. – incalza Franco Bigagli – La cremazione non riguarda né la Misericordia né la Pubblica Assistenza. È la società della cremazione pratese che deve occuparsi di questo e del tempio crematorio. Ogni contributo è naturalmente ben accetto, ma deve essere dentro questo contenitore. L’uscita della propositura della Misericordia e la pubblicazione della notizia ci lascia stupiti e necessita di un chiarimento. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo approvato il bilancio consuntivo e la Misericordia era presente con un suo delegato. Mi chiedo e ci chiediamo perché non se ne sia discusso qui, nel consiglio della So.crem. E mi chiedo il perché di questa uscita solitaria. Il lavoro va fatto tutti insieme». «È legittimo che un’associazione proponga la sua idea o scelta, ma il Comune valuta l’ipotesi della realizzazione del tempio crematorio solo se i progetti e le richieste arrivano da un insieme di associazioni che da anni fanno questa battaglia» ha commentato Valerio Barberis, assessore ai Lavori pubblici. Le parole dell’assessore Barberis sembrano di monito. Come a dire che non c’è spazio per fughe in avanti e solitarie. «L’ipotesi del tempio crematorio deve arrivare dall’insieme dei soggetti che da anni lavorano su questa prospettiva. E non da una sola associazione». Parola di Barberis. l
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