Il Tirreno

Prato

Dirigeva l’Archivio di Stato di Firenze

«Generosa, preparata e sempre sorridente» L’addio a Sabina Magrini

Pasquale Petrella
La chiesa di Santa Maria del Soccorso era stracolma di persone per l’addio a Sabina Magrini
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La chiesa di Santa Maria del Soccorso era stracolma di persone per l’addio a Sabina Magrini

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PRATO. «Ringrazio tutte le persone che ci sono state vicine e di sostegno in questo periodo. Mamma era sempre in movimento sempre attiva. Anche quando andavamo in vacanza trovava il tempo per lavorare. Ma mi sento molto fortunata per aver avuto lei come madre. Grazie mamma per tutto quello che ci hai trasmesso e mi raccomando non far impazzire nessuno lassù con la tua mania dell’organizzazione». La figlia maggiore di Sabina Magrini ha parlato dal presbiterio della chiesa Santa Maria del Soccorso, prima dell’inizio della funzione religiosa, strappando anche un sorriso fra le lacrime per l’addio alla cinquantaduenne direttrice dell’Archivio di Stato di Firenze.

E prima della figlia sono intervenuti due amici e la vicepresidente dell’Associazione letteraria Giovanni Boccaccio di Certaldo, Simona Dei che, oltre a portare il saluto del sindaco, ha sottolineato come Sabina abbia saputo incidere sull’attività dell’associazione «Era sempre pronta, generosa e di stimolo all’interno del consiglio. La sua serietà e continuità di impegno sempre col sorriso e la gentilezza che ci hanno illuminati tutti quanti, anche quando era fuori regione per lavoro».

Sabina Magrini se ne è andata nel mese di maggio, «quando fioriscono le rose e tutta la natura si risveglia» è stato sottolineato in uno degli interventi. Già segretaria regionale del Mibact per l'Emilia Romagna, Magrini, che dal 2020 dirigeva l'Archivio di Stato di Firenze, si è sentita male mentre stava effettuando un'immersione nel tratto di mare davanti alla scogliera di Calafuria a Livorno la mattina del 14 maggio scorso. La donna era stata trasferita in codice rosso all'ospedale di Livorno e poi con eliambulanza portata all'ospedale di Grosseto per la terapia in camera iperbarica. Ma dopo due giorni di inutili tentativi di rianimarla è arrivato il decesso.

Dopo gli interventi, don Marco Pratesi ha celebrato il rito funebre in una chiesa stracolma di fedeli e di amici di Sabina e della sua famiglia che viveva a Prato da pochi anni ma era già molto integrata, con i due figli che vanno a scuola in città, e il marito.

Intanto a Livorno il sostituto procuratore della Repubblica, Niccolò Volpe, ha sul suo tavolo un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.


 

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