La manifestazione
Copernico e Dagomari devono attendere
Ritardi nella consegna degli immobili dove verranno allestite le nuove aule: se ne riparlerà a settembre e sotto Natale
PRATO. Una sede ancora non vede la luce perché i lavori sono in alto mare. Un’altra succursale è in standby perché la proprietà non ha ancora consegnato alla Provincia le chiavi dell’immobile come da date fissate sul contratto, entro il 10 aprile. Sulla scuola di legno a San Giusto e sull’ex Stella d’Italia incombe la parola “ritardo”. Tempi dilatati che non dipendono dall’amministrazione provinciale che ce l’ha messa tutta per rispettare le scadenze: tuttavia, dalla disponibilità di nuovi locali dipenderà a settembre il futuro del liceo Copernico e del commerciale Dagomari, interessati da importanti interventi finanziati con i fondi del Pnrr (in tutto quasi 7,5 milioni). Per questo ieri mattina il presidente della Provincia ha incontrato Stefano Gestri e Claudia Del Pace, rispettivamente presidi del Copernico e del Dagomari, mentre nel pomeriggio ha ascoltato gli studenti del Livi/Brunelleschi scesi in piazza il 29 aprile. Due le finestre temporali concordate con i dirigenti per evitare che il cantiere sul Dagomari (adeguamento sismico) e quello del Copernico (nuova succursale) impattino sulla didattica: i primi giorni di settembre e le vacanze di Natale.
Gli scenari. La prima sistemazione andrebbe trovata per gli alunni del Copernico, coinvolti dal trasferimento nella nuova succursale subito a settembre mentre durante le vacanze di Natale si allestirebbe la succursale del Dagomari. «Al momento non abbiamo l’assetto preciso perché non c’è certezza sulle classi che si andranno a formare a settembre – racconta il preside della Provincia Francesco Puggelli – Per questo giovedì ho avuto un incontro con l’Ufficio scolastico provinciale. Le soluzioni saranno individuate e condivise con gli istituti». Rassicurazioni ben precise sono arrivate alla preside Del Pace che avrà bisogno di una trentina di aule per sistemare gli alunni in classe. «Usciamo dal colloquio con l’impressione che la Provincia voglia condividere con noi un percorso: l’intervento edile dovrebbe essere graduale e parcellizzato sull’edificio. D’altronde, abbiamo già oltre 100 richieste d’iscrizione fuori dai termini nelle classi intermedie». Marzo 2023 è il termine massimo per l’avvio del cantiere al Dagomari secondo il cronoprogramma del Pnrr, in un periodo in cui i ragazzi fanno lezione. «Trovo che nella modalità di utilizzo di questi fondi pubblici ci sia una certa rigidità, comprensibile per la sfida che si pone ma che dovrebbe essere più aderente alla realtà delle scuole – osserva Puggelli – A maggior ragione, a fronte delle incognite che viviamo nel post-Covid: dal rialzo dei prezzi delle materie prime alla difficoltà di approvvigionamento di tante ditte».
I ritardi. Proprio le difficoltà di approvvigionamento sono fra le cause de ritardi nella consegna della scuola di legno a San Giusto, frutto di un investimento di 2,3 milioni di euro: la sede doveva addirittura essere pronta nel 2021, per dare una valvola di sfogo al polo di via di Reggiana. È molto probabile che non lo sarà nemmeno a settembre. Sul cantiere è in corso la bonifica dell’area predisposta da Arpat dopo il rinvenimento di alcuni scarti tessili sotterrati. «Criticità che stanno rallentando il cantiere – conferma Puggelli – Si fa fatica a portare in fondo i lavori pubblici, come sta succedendo nel privato, per la carenza di materie prime». Non sono rose e fiori nemmeno per l’ex Stella d’Italia in piazza Duomo: come recita una determina dell’ente datata 5 maggio, «la proprietà, a fronte di difficoltà oggettive riscontrate all’adempimento della consegna dell’immobile nello stato idoneo, chiede la possibilità di posticipare la consegna entro il 30 agosto 2022». Praticamente a ridosso delle lezioni. Non essendo stato consegnato entro il 10 aprile l’immobile con l’idoneità all’uso scolastico (dopo adeguati lavori di ristrutturazione), slitta anche la data in cui l’ente diventerà formalmente “inquilino”: ovvero, dal 1° settembre.
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