Il Tirreno

Prato

Faggi: «Bollette più leggere quando nascerà la Multiutility»

Paolo Nencioni
Simone Faggi, già vicesindaco, ora presidente di Acqua Toscana
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Simone Faggi, già vicesindaco, ora presidente di Acqua Toscana

Il presidente di Acqua Toscana spiega la fusione delle quattro società di servizi: «Quelle attuali non sarebbero in grado di fare gli investimenti necessari»

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PRATO. Simone Faggi, già vicesindaco di Prato e presidente di Acqua Toscana, è tra i protagonisti dell’operazione che porterà alla nascita della Multiutility Toscana, la società che mette insieme Consiag, Publiservizi, Alia servizi ambientali e appunto Acqua Toscana (socio di maggioranza di Publiacqua), vale a dire gas, acqua, energia e smaltimento rifiuti. A lui abbiamo chiesto che cosa devono aspettarsi i pratesi da questo nuovo soggetto.

Che cosa cambierà in concreto per chi paga le bollette?

«All’inizio non cambia niente. In una prospettiva di medio termine, invece, con la possibilità di costruire nuovi impianti di smaltimento, per esempio, o di depurazione e potabilizzazione, le bollette potrebbero diventare più leggere».

Qual è il senso di questo progetto? Perché si è deciso di mettere insieme queste quattro società?

«Il progetto nasce dalla consapevolezza che lo status quo non garantisce più certi servizi pubblici alle condizioni in cui devono essere erogati, cioè con la tariffazione calmierata, il controllo pubblico, la distribuzione degli utili. Non li garantisce più perché gli investimenti necessari a rendere autosufficiente l’impiantistica non possono essere fatti dai soggetti attuali. La cartina di tornasole sono gli investimenti richiesti dalla Regione per gli impianti dei rifiuti, si parla di miliardi di euro».

Ma finora, con quattro soggetti distinti, l’acqua ha continuato ad arrivare nelle case e i rifiuti in discarica.

«Finora abbiamo garantito certi servizi aumentando le bollette, soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti perché acqua e gas sono legati alle decisioni delle autorità. Però per esempio chi sta a Prato per smaltire i rifiuti paga più di chi sta a Bologna. Avendo mancato la realizzazione degli impianti di smaltimento, inevitabilmente sono aumentate le bollette».

Quali erano le alternative?

«C’erano due strade. O si faceva un accordo coi soggetti già esistenti, però rinunciando a tutto l’indotto in termini di distribuzione della ricchezza, occupazione, controllo sulla costruzione degli impianti. Oppure si fa un’operazione come quella della Multiutility, creando un soggetto industriale toscano che punta ad allargarsi».

Ad allargarsi dove?

«Intanto ad Arezzo, a Siena, a Pisa, che in questo momento non fanno parte dell’accordo sulla Multiutility Toscana».

Qualcuno ha già cominciato a parlare di un altro poltronificio...

«Questo qualcuno sbaglia. Non c’è nessun poltronificio. Spariscono Consiag, Acqua Toscana, Publiservizi. Io per esempio al 31 dicembre smetto (dalla carica di presidente di Acqua Toscana, ndr) e non diventerò presidente della Multiutility. Inoltre quella che stiamo facendo è un’operazione bipartisan, col sostegno tra gli altri del sindaco di Pistoia e di quello di Siena».

Sostanzialmente si va verso una maggiore o una minore presenza del pubblico nei servizi essenziali?

«Verso una maggiore presenza. La maggioranza sarà del 51% in ogni caso, è il pubblico che decide le cariche».

Quali possibili ostacoli vede sul cammino della Multiutility?

«Sull’aggregazione delle società e sull’aumento del capitale in natura mi pare siano tutti d’accordo. Qualcuno potrebbe non essere d’accordo per motivi ideologici sulla possibile quotazione in Borsa, che per me invece è auspicabile».


 

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