Il Tirreno

Prato

Un imprenditore aretino disposto ad assumere i lavoratori licenziati

Zhang Rende, delegato dal titolare della confezione Kingo a seguire la produzione in sua assenza
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Zhang Rende, delegato dal titolare della confezione Kingo a seguire la produzione in sua assenza

Nei giorni scorsi un imprenditore di Sansepolcro, Mauro Marini, si è detto pronto ad assumere i cinque lavoratori pachistani licenziati dalla confezione Kingo di via Carcerina (Campi Bisenzio al confine con Poggio a Caiano)

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PRATO. Nei giorni scorsi un imprenditore di Sansepolcro, Mauro Marini, si è detto pronto ad assumere i cinque lavoratori pachistani licenziati dalla confezione Kingo di via Carcerina (Campi Bisenzio al confine con Poggio a Caiano). Marini è titolare di un’azienda che produce borse e zaini per le forze armate. «Siamo una società multietnica, ed è impossibile prescindere da lavoratori stranieri – ha dichiarato – Ho già otto lavoratori pakistani e tutti vanno tutelati». Finora però il sindacato Si Cobas che assiste i lavoratori licenziati non è riuscito a mettersi in contatto con l’imprenditore di Sansepolcro e ritiene premature parlare di un lieto fine per la vicenda che coinvolge i lavoratori licenziati.

«È da martedì 26 aprile che attendiamo dal Comune di Campi Bisenzio una risposta alla richiesta di convocazione dell’azienda di via Carcerina ad un tavolo con sindacato e lavoratori – si legge in una nota del Si Cobas – È da ormai sei giorni che informalmente il tavolo viene “assicurato” per i giorni successivi. Ma ad oggi ancora nulla. Questo ritardo, in una situazione così grave ed urgente, è inaccettabile».

«In questi giorni – si legge ancora nella nota – a seguito di un post Facebook pubblicato dal sindaco Fossi, l’attenzione sembra essersi spostata sull’offerta un imprenditore di San Sepolcro (Arezzo) di assumere i cinque licenziati. Trascorsi già diversi giorni, nessuno dal Comune di Campi Bisenzio si è preoccupato di mettere in contatto i lavoratori con questo imprenditore. E ai lavoratori e al sindacato da giorni viene chiesto dalla stampa di commentare una proposta che non conoscono. Siamo al paradosso».

«Ci saremmo aspettati che, prima dei post Facebook, il sindaco avesse messo in contatto i lavoratori con l’imprenditore che gli ha scritto – conclude il Si Cobas – E metterli in condizione di fare le proprie scelte personali. La questione politica e sociale emersa in via Carcerina, invece, è un altra. Il lavoro delle istituzioni è un altro. È di lavorare affinché su questo territorio venga debellato lo sfruttamento. Per garantire a chi lavora a Campi Bisenzio il diritto di lavorare e di lavorare con dignità. La convocazione di un tavolo in sede istituzionale con azienda e rappresentanza sindacale, richiesto da giorni dai lavoratori, è il minimo».

Il sindaco Fossi da parte sua assicura che la proposta dell’imprenditore aretino è seria e che Marini ha effettivamente intenzione di assumere i licenziati.
 

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