Proteste
E' morto Luciano Mencacci, aveva 78 anni
E' stato molto attivo e molto conosciuto come sindacalista nella Polizia Municipale di Prato
PRATO. Doveva festeggiare il suo settantottesimo compleanno il 17 aprile scorso, che quest’anno coincideva con la Pasqua. E Luciano Mencacci, pensando alla ressa per la festività, si era messo avanti prenotando fin dallo scorso gennaio un bel tavolo per tutta la famiglia in un noto ristorante della città. Ma un virus lo ha aggredito per il Venerdì Santo e le sue difese immunitarie già debilitate lo hanno costretto al ricovero in ospedale. Così gli auguri di compleanno li ha avuti in videochiamata. Ma il virus non gli ha portato via solo la festa di compleanno. Lo scorso primo maggio, festa dei lavoratori, e per lui un giorno speciale avendo dedicato una vita all’attività di sindacalista, a difendere i diritti dei lavoratori, quel maledetto virus ha provocato un collasso generale dei vari organi e se lo è portato via. Luciano Mencacci lascia la moglie Rita, i figli Marco ed Emanuela e le due splendide nipotine alle quali dedicava tutto il suo tempo da pensionato.
I funerali si svolgeranno mercoledì 4 maggio, alle 15 nella chiesa di Galcetello. Luciano Mencacci ha svolto la sua carriera lavorativa nel corpo della Polizia municipale, ricoprendo il ruolo di sindacalista prima con la Cisl e negli ultimi anni con la Uil. “Vorremmo ricordarlo con la canzone “Non tutti gli uomini” di Barbarossa _ dice la figlia Emanuela _ Perché il babbo è stato un uomo di principi, credeva molto negli ideali ed era molto schietto nelle sue considerazioni. E per questo era stimato dagli amici e anche dagli avversari”. Luciano Mencacci, sempre molto attento e informato, gli piaceva la politica ed è stato il primo iscritto a Forza Italia a Prato ma dopo un po’ non riconfermò la tessera e non a caso quando fu candidato in Provincia lo fece in una lista civica. “Nonostante i suoi mille impegni di lavoro e di sindacalista, non ci ha mai fatto mancare la sua presenza – racconta il figlio Marco _ Ogni volta che ho avuto bisogno di lui, c’è stato. Fin da bambin, sia nei miei impegni sportivi che di scuola e poi anche quando ho iniziato a lavorare. Ogni volta che ho avuto bisogno di lui sia fisicamente che per un consiglio, è sempre stato disponibile”. La salma è esposta nelle cappelle del commiato della Misericordia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
