Lutto
Etichetta col Duce per il 25 Aprile: scoppia la polemica dopo il post leghista
Poggio a Caiano, la consigliera Elena Chiti commenta: “In vino veritas” sopra bottiglie di vino con Mussolini, Stalin e il “Che”
POGGIO A CAIANO. Forse mancano solo le bottiglie con le icone di Ho Chi Minh e di Mao TseTung. Poi sulle etichette delle bottiglie di vino esposte in un locale ci sono un po’ tutti i leader della storia del Novecento. E fra queste bottiglie appare l’etichetta che raffigura Benito Mussolini, da quelle dal tipico volto mascellare a quelle con il saluto romano. Più di una bottiglia mostra l’etichetta del duce. Apriti cielo: la lunga sfilza di bordolesi con le etichette che vanno da Che Guevara a Marx a Lenin, a Stalin, Gramsci e a Mussolini, è stata fotografata dalla consigliera comunale di Poggio a Caiano Elena Chiti (Lega) che ha pubblicato un post il giorno della festa di Liberazione. Un post con le foto delle bottiglie e la scritta “In vino veritas… Buon 25 Aprile”.
Un post provocatorio che non è stato digerito dalla capogruppo del Pd in consiglio comunale, Paola Vettori. E così si è scatenato il putiferio. Vettori ha detto che quello della consigliera comunale Elena Chiti è «un post di pessimo gusto, che qualifica la destra poggese, la quale continua a strizzare l’occhio al “ventennio” come se fosse normalità; dimenticandosi che è grazie alla Resistenza se oggi abbiamo consigli comunali dove possiamo dibattere le varie opinioni».
Tanto è bastato per accendere la miccia in un Comune che il prossimo anno andrà alle elezioni. Elena Chiti ha ribattuto a su modo: «Ho condiviso una foto che ritrae una collezione di vini che hanno etichette con personaggi storici sia di destra che si sinistra. Quindi l’apologia non c’è né verso il fascismo né verso il comunismo. Il senso del post è quindi per me è che il 25 aprile in Italia ci liberi da tutte le ideologie estremiste» ha detto Chiti. Ma per Paola Vettori non basta. «Non dicano che nella foto in questione ci sono anche delle immagini che richiamano ad altre ideologie, perché non ci sono scuse. Pubblicare la foto di Mussolini in quelle modalità è reato di apologia del fascismo, e farlo nel giorno della festa della Liberazione equivale ad avere disprezzo per le Istituzioni». Sul caso interviene anche Filippo La Grassa, commissario provinciale della Lega: «Il fatto che si ironizzi con la frase “in vino veritas” rende più chiaro il messaggio a meno che i consiglieri di centro sinistra rinuncino a vedere quelle di Stalin e Che Guevara. La lega riconosce gli ideali di libertà e di democrazia, che evidentemente non sono gli stessi per dei consiglieri di centrosinistra».
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