Il dolore
Al Centro Pecci c’è Irene Penazzi con la “botanica immaginata”
A Palazzo Banci Buonamici, Barban dei Camaldolesi ha ricordato la figura di Etty Hillesum vittima dell’Olocausto
PRATO. Una riflessione sul significato profondo della pace attraverso l’esempio di vita di Etty Hillesum, giovane scrittrice olandese ebrea vittima dell’Olocausto. È quella che ha presentato Alessandro Barban, priore generale della congregazione camaldolese, ospite a Palazzo Banci Buonamici per la 10ª edizione di “un Prato di libri”, il festival della lettura per bambini e ragazzi promosso dall’associazione Il Geranio onlus.
“Etty Hillesum, un cuore pensante davanti alla storia” il titolo dell’incontro, che si è tenuto nella Sala del Gonfalone del palazzo di via Ricasoli: una serata dedicata a scoprire le straordinarie riflessioni sulla pace, sulla vita e sulla fratellanza tra gli uomini che la giovane intellettuale ha fissato nelle pagine del suo diario, scritto tra il 1941 e il 1943, prima di morire ad Auschwitz all’età di 29 anni.
«Etty Hillesum forse non lo sapeva, ma il suo diario è una consegna per le generazioni che verranno dopo di lei – ha detto Barban – Ci ricorda che la pace, un mondo nuovo, i rapporti umani sono sempre da costruire, ma tutto comincia dentro di noi. Le nostre corde umane profonde sono messe a dura prova in questo momento storico: si spezzano ma dobbiamo tenerle unite, per tenere insieme la nostra umanità». Il riferimento di Barban – che ha raccolto le sue riflessioni sulla scrittrice olandese nel libro “Etty Hillesum. Osare Dio”, scritto con Antonio Carlo Dall'Acqua (Cittadella Editrice, 2013) – è alla drammatica attualità della guerra in Ucraina, il cui orrore ci lascia inermi, ma anche a tutte le altre guerre: «Com'è strano, c'è la guerra...conosco il grande dolore umano che si accumula e si accumula e ci si sente così impotenti» scriveva la Hillesum.
La storia di Etty, che decise di aiutare gli ultimi nel campo di smistamento di Westerbork, a costo della sua vita, si lega al tema scelto per l’edizione 2022 di “un Prato di libri”: “Cambiamondo per vivere meglio”. «Etty Hillesum è una donna che ha saputo guardare attraverso la realtà» ha detto Diana Toccafondi, vicepresidente del Consiglio superiore per i Beni culturali e Paesaggistici e “madrina” di “un Prato di libri”, che ha moderato la serata. Gli appuntamenti di “un Prato di libri”, con i laboratori e gli eventi all’insegna delle storie, proseguono anche questo fine settimana. Tra questi, stamattina alle 11 al Centro Pecci – che per la prima volta ospita il festival – si terrà il laboratorio di “botanica immaginata” con l’illustratrice Irene Penazzi: attraverso il collage e il disegno, i partecipanti potranno dare vita su carta a nuove specie botaniche, piante e alberi immaginari. Oggi sarà inoltre l’ultimo giorno per visitare la mostra dell’illustratrice, allestita negli spazi del Pecci, dal titolo “Tra gli alberi”: al centro dell’esposizione il tema dell’ambiente, declinato in particolare nel racconto del rapporto tra bambini e natura. L’ingresso è gratuito .
Il programma completo di “un Prato di libri” è disponibile sul sito web www.unpratodilibri.com. Per partecipare ai laboratori è necessaria la prenotazione attraverso il sito web ed è richiesto un contributo di 5€ oltre che (eccetto che per gli eventi delle “seggiole”) la presenza di un adulto accompagnatore.
Informazioni sul festival sono reperibili sulla pagina Facebook “un Prato di libri”, all’indirizzo email unpratodilibri@gmail.com e via Whatsapp al numero 335 5283717.
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