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Subito rinviata l'udienza preliminare per Luana, l'ex compagno chiede di costituirsi parte civile per il figlio
La giovane operaia morì il 3 maggio 2021 mentre lavorava all'orditoio in una fabbrica di Montemurlo. Trattative in corso sul risarcimento. L'avvocato del padre: "Il mio assistito vuole solo difendere il diritto di vedere suo figlio". I nonni materni si oppongono
PRATO. E' iniziata oggi, 7 aprile, ed è stata subito rinviata al 22 settembre l'udienza preliminare nel processo per la morte di Luana D'Orazio, 22 anni, madre di bambino di 6 anni, deceduta il 3 maggio 2021 mentre stava lavorando all'interno dell'Orditura Luana di via Gargliano a Montemurlo.
Assenti i tre imputati, accusati di omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele anti-infortunistiche del macchinario a cui lavorava la ventiduenne: la titolare dell'azienda in cui è morta la giovane operaia, Luana Coppini, il marito di quest'ultima Daniele Faggi - considerato "il titolare di fatto" dall'accusa - e il tecnico manutentore esterno Mario Cusimano.
Ha invece partecipato all'udienza la madre di Luana D'Orazio, Emma Marrazzo, che ha chiesto di costituirsi parte civile tramite l'avvocato Daniela Fontaneto. Ha fatto lo stesso il padre del figlio di Luana, Giuseppe Lerose, che non era mai entrato nella vicenda sino a oggi: attraverso il suo legale, Domenico Sirianni, ha avanzato la richiesta per il bambino.
"È una circostanza a cui ci opporremo facendo le nostre considerazioni sulla sua effettiva presenza nella vita del minore", ha detto a questo proposito l'avvocato di Emma Marrazzo. Hanno chiesto la costituzione di parte civile anche il nonno materno del bambino, per conto del minore, l'Inail tramite l'avvocato Giuseppe Quartararo, l'Associazione mutilati e invalidi sul lavoro e la Cisl.
"Checchè se ne dica, questo bambino ha un padre - ha spiegato al termine dell'udienza l'avvocato Sirianni - Il mio assistito non vuole gestire il denaro che arriverà dall'eventuale risarcimento, a quello penserà un tutore. Vuole solo che gli sia riconosciuto il diritto di vedere il bambino. In questi mesi ha telefonato più volte a casa dei nonni chiedendo di parlare con suo figlio ma non glielo hanno mai passato.Dopo la separazione da Luana il bambino è stato affidato alla madre, ma anche chi nasce sotto una cattiva stella ha il diritto di vedere il proprio figlio".
Davanti al Tribunale dei minori di Firenze è in corso una causa promossa dai nonni materni del bambino, che chiedono che al padre sia revocata la patria potestà. "Ma guarda caso l'azione è stata promossa solo dopo il tragico evento, dopo la morte di Luana" ha fatto notare l'avvocato Sirianni. "I nonni materni sostengono che il padre si sia sempre disinteressato del bambino - ha aggiunto il legale - A me risulta che certi contatti siano stati impediti.
Novità potrebbero arrivare anche sul fronte del risarcimento, come ha spiegato l'avvocato Barbara Mercuri che insieme ad Alberto Rocca assiste Luana Coppini e il marito Daniele Faggi. "Stanotte è partito il bonifico dell'assicurazione (UnipolSai, ndr) a favore dei genitori di Luana - ha detto l'avvocato - e ci risulta chela compagnia assicuratrice si è detta disponibile a rivedere l'offerta che non era stata ritenuta congrua (un milione e 200mila euro, ndr). Il problema era che finora dalla controparte non era mai arrivata una richiesta precisa, ora ne stanno discutendo".
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