Gioco
Iniziati i lavori per riaprire il sottopasso di via Ciulli
L’Asl sta realizzando la cassa di espansione accanto all’ospedale Santo Stefano in modo da poter costruire la nuova palazzina e dare sicurezza a tutta la zona
PRATO. I lavori per la realizzazione della cassa di espansione da venticinquemila metri cubi davanti all’ospedale Santo Stefano sono cominciati. Il termine per la conclusione è di centottanta giorni, quindi entro metà settembre ci dovrebbe essere la consegna. Una volta realizzata permetterà all’Asl di poter costruire la nuova palazzina per ampliare il nosocomio e dovrebbe permettere al Comune di ottenere dalla magistratura il dissequestro del sottopasso di via Ciulli che così potrebbe essere riaperto dopo dodici anni dalla tragedia del 5 ottobre 2010, in cui morirono affogate tre donne.
I lavori per la realizzazione dell’opera che dovrà evitare un eventuale allagamento dovuto alla Vella le cui acque in caso di una precipitazione enorme e inusuale, come avvenne nel 2010, dovessero tornare indietro non trovando sbocco nella Bardena o nel fosso di Iolo per i loro alvei già rigonfi di acqua, si riverserebbero nel nuovo invaso senza defluire fino al sottopasso e senza allagare ospedale e case della zona (Galciana e soprattutto Narnali). Il lavoro per la messa in sicurezza idraulica dell’area avrà un costo di poco meno di 760mila euro e a essersela aggiudicata è la ditta Cav. Pozzolini Lorenzo srl di Empoli. Un’azienda che è guidata ormai dalla sua seconda generazione di proprietari dopo essere stata fondata nel 1952 da Lorenzo Pozzolini svolgendo inizialmente la mera attività di movimento terra. Nel 1991 con l’ingresso dei figli Emilio e Bruno la società assume la forma di società a responsabilità limitata con l’ampliamento dell’attività sociale anche per la costruzione di strade.
Si tratta quindi di una società che dovrebbe dare ampie garanzie sui tempi di realizzazione. Cosa non scontata purtroppo per molti lavori nel pubblico. Il responsabile dei lavori e l’ingegnere dell’Asl Gianluca Gavazzi mentre il coordinatore del progetto e dell’esecuzione è l’ingegner Lorenzo Tani.
Le ruspe sono già al lavoro all’angolo fra via Suor Niccolina, l’ingresso del Santo Stefano, e via Ugo Foscolo sul lato che dà verso via Ciulli. Si tratta di un’opera di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro per la difesa del territorio e come detto, soprattutto, per la messa in sicurezza idraulica dell’area. Una certificazione quest’ultima che dovrebbe rivelarsi decisiva per il dissequestro e la riapertura del sottopasso di via Ciulli che tiene divise due frazioni e penalizza fortemente oltre ai residenti anche l’area artigianale racchiusa fra la ferrovia e via Pistoiese. Il sequestro era stato disposto dalla Magistratura in correlazione al processo nei confronti dei tecnici comunali che nel dicembre del 2016 aveva portato alla condanna per omicidio colposo plurimo di Lorenzo Frasconi, ex dirigente del servizio Mobilità del Comune di Prato e Stefano Caldini, direttore dei lavori del sottopasso. Fu in quella sentenza che i giudici condannando gli imputati misero nero su bianco che la restituzione del sottopasso al Comune non era possibile perché non sicuro. Dopo la sentenza di primo grado ora il processo è passato in appello e il ricorso del Comune dovrà essere presentato alla Corte di appello di Firenze che discuterà il caso il prossimo 12 maggio. I giudici da una parte dovranno riesaminare la sentenza di condanna di primo grado per i due imputati e dall’altra se con la nuova opera il sottopasso possa essere di nuovo sicuro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
