Gioco
Quasi 1.300 famiglie hanno ricevuto aiuto dalla Società S. Vincenzo de’ Paoli
L’associazione ha distribuito 130 tonnellate di viveri «Ma le bollette ordinarie sempre più inaffrontabili per molti»
PRATO. Quasi 1.300 famiglie in difficoltà hanno potuto ricevere un aiuto grazie alla Società di San Vincenzo de’ Paoli. Sono stati quasi 130 le tonnellate di cibo che è stato distribuito lo scorso anno.
Questi alcuni numeri diffusi dal consiglio centrale della Società di San Vincenzo de Paoli, insieme alle 16 Conferenze di carità operative sul territorio nell’ambito del rendiconto statistico per l’anno 2021. «Si ringraziano le istituzioni, gli enti e i numerosi privati cittadini – si spiega dalla Società – per i contributi e le offerte che hanno reso possibile il nostro soccorso alle tante povertà presenti in città. Un ringraziamento anche alle parrocchie che ospitano le nostre Conferenze. Le risorse raccolte hanno permesso di portare il nostro aiuto a 1.273 famiglie in difficoltà. Grazie all’impegno dei confratelli è stato possibile aumentare la disponibilità di viveri ottenuti gratuitamente e ridistribuiti». Sono state «127 tonnellate (+14% sul 2020), potendo così aiutare in maniera più compiuta 2.485 persone in disagio alimentare, per lo più soggetti esclusi, o temporaneamente sospesi, dai benefici dell’Emporio Caritas». Poi 10.351 i pacchi spesa consegnati. «Di rilievo, in questo campo, i 33.000 cestini-pasto serali distribuiti nel corso dell’anno dalla Conferenza di Santa Maria delle Carceri – si spiega ancora – Sono inoltre distribuiti beni in natura diversi dagli alimentari (indumenti e mobili) per una stima di 99.466 euro. I mezzi che giungono nella nostra disponibilità sono impiegati nella loro totalità per il soccorso alle povertà, operando l’Associazione esclusivamente su base di volontariato gratuito, con spese gestionali contenute al di sotto del 3% delle somme movimentate, abbondantemente coperte dai contributi degli stessi confratelli».
« Superfluo evidenziare i riflessi negativi della pandemia sulla situazione economica delle famiglie – è stato spiegato – rimanendo costante la percentuale dei casi che mostrano come causa principale di povertà la disoccupazione; così che le famiglie uscite dalla povertà sono soltanto 13. In lieve aumento (+9%) i senza fissa dimora ai quali l’Associazione ha prestato soccorso. La percentuale relativa alla presenza di immigrati in disagio economico permane maggioritaria, raggiungendo ancora il 60% nella frequenza ai nostri centri d’ascolto; gli italiani sono tuttavia passati dal 37 al 40%».
Una delle voci più cospicue di spesa «è rappresentata dal soccorso per bollette scadute o a rischio sospensione: a parte i “conguagli” eccezionali, anche le bollette di “ordinaria amministrazione” sono ormai inaffrontabili per molte famiglie, e c’è da aspettarsi un ulteriore aggravamento per gli aumenti in corso delle varie tariffe. Stesso discorso nel caso di una spesa imprevista per una riparazione urgente o per la necessità di sostituire un elettrodomestico essenziale».
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