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Omicidio, nuova accusa al cinese in carcere per sequestro di persona

Il luogo dove fu rinvenuto il cadavere di Yan Zongwei
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Il luogo dove fu rinvenuto il cadavere di Yan Zongwei

L'uomo è già rinchiuso nella casa circondariale della Dogaia di Prato con l'accusa di sequestro di persona del broker abusivo poi trovato cadavere a Le Sacca

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PRATO. Contestato l'omicidio e l'occultamento di cadavere. Si aggrava la posizione di Dong Jiwei già in carcere nella casa circondariale della Dogaia con l'accusa di sequestro di persona. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha emssso una ulteriore misura contestandogli i nuovi reati emersi in seguito alle indagini portate avanti dai carabinieri.

L'uomo è in carcere per il reato di sequestro di persona in danno del connazionale Yan Zongwei (classe 1987) . La nuova misura restrittiva, secondo l’ipotesi d’accusa vagliata dal Gip, concerne il reato di omicidio dello stesso  Yan Zongwei, i cui resti cadaverici sono stati rinvenuti in Prato, il 10 giugno 2021, in una fossa adiacente a un casolare diroccato nell’area boschiva  in località “Le Sacca” di Prato. Sulla base degli elementi di prova sinora raccolti, il medesimo Dong Jiwei risulta, altresì, indagato anche del reato di occultamento di cadavere. Vi sono ulteriori soggetti cinesi, attualmente in stato di libertà, indagati per i medesimi reati.

I fatti risalgono al 26 aprile 2021, quando un conoscente della vittima si era presentato presso la caserma dei Carabinieri di Prato per denunciarne la scomparsa, ipotizzando la possibilità di un sequestro di persona a scopo estorsivo. Gli accertamenti svolti nell’immediatezza avrebbero dato subito consistenza a tale ipotesi, anche in ragione dell’attività lavorativa di broker abusivo svolta dalla vittima, che faceva cambio valuta e trasferimenti di denaro a nero dall’Italia alla Cina. L’identità della vittima, il cui cadavere è stato rinvenuto in avanzato stato di decomposizione, è stata accertata mediante accertamenti tecnici di natura genetica. Le complesse indagini, tuttora in corso, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, sono svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Prato, con l’ausilio della Sezione Anticrimine del Ros dei Carabinieri di Firenze, le cui specifiche competenze tecniche hanno già consentito di procedere a una sofisticata e approfondita attività di analisi di una grande mole di dati di traffico telefonico e telematico acquisiti. Sono state raccolte inoltre numerose testimonianze e sono state analizzate le memorie informatiche di decine di apparecchiature telefoniche sequestrate. Secondo quanto finora emerso, Yan Zongwei sarebbe stato ucciso con ogni probabilità lo stesso giorno del suo sequestro, dopo essere stato costretto ad eseguire movimentazioni di denaro on line verso conti correnti cinesi, con riguardo ai quali la rogatoria verso la Cina, pur tempestivamente disposta dal Pubblico Ministero, è rimasta a tutt’oggi senza risposta. Il procedimento è attualmente pendente in fase di indagini e l'effettiva responsabilità della persona destinataria della misura cautelare, in uno con la fondatezza delle ipotesi d'accusa mosse a suo carico, saranno vagliate nel corso del successivo processo.

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