Sicurezza
Allarme sfratti, ottanta al mese I sindacati chiedono interventi
Lo sblocco delle esecuzioni dopo la pandemia rischia di rendere ingovernabile il fenomeno
PRATO. È allarme sfratti forzati ed è allarme casa. Prato con 15 nuove esecuzioni settimanali, e una previsione di 20 sfratti con forza pubblica ogni sette giorni, sale al quinto posto in Toscana per sgomberi forzosi.
A dirlo, nei giorni scorsi, sono stati i sindacati confederali regionali Cgil Cisl Uil e le sigle delle associazioni degli inquilini radiografando una situazione che in Toscana, e anche nella nostra città, sta assumendo un carattere sociale importante.
Il grido di allarme è lanciato; la Toscana e anche Prato si risvegliano nel post- pandemia più povere, con una forte accentuazione delle problematiche sociali, delle cosiddette morosità non volontarie, e della difficoltà a reperire abitazioni a costi di mercato equi.
La foto che viene fuori, così come riportata dai sindacati, è quella di un progressivo deterioramento della capacità di spesa e di un impoverimento sempre maggiore della classe media.
A Prato si arriverà a 80-100 sfratti esecutivi al mese; un dato enorme se si pensa che città e provincia ad oggi detengono poco più di 1.100 alloggi di residenza pubblica, per lo più tutti impegnati. È un 2022 con una situazione tutt’altro che rosea, un anno al quale si devono sommare tutte le esecuzioni bloccate durante il periodo pandemico 2020-2021 che, ancora da eseguire, in Toscana toccano la cifra di 5.500 esecuzioni da compiere.
L’emergenza abitativa è diffusa su tutto il territorio regionale. Secondo i sindacati «lo stato di precarietà lavorativa ed economica delle famiglie toscane in affitto, unito alla difficoltà di canoni ancora troppo alti rispetto alla minore capacità di reddito (media incidenza del canone affitto sul reddito: 49%) ha portato a ben 175mila le famiglie in crisi abitativa».
«Un dato nuovo e allarmante riguarda anche gli inquilini delle case popolari dove i canoni di affitto sono sensibilmente più bassi rispetto al mercato. Nel corso del 2021 e nei primi 2 mesi del 2022 la morosità per affitti e soprattutto per le spese condominiali sta crescendo oltre i limiti fisiologici attestandosi in media oltre il 12% contro il 4% degli anni precedenti», hanno proseguito i rappresentanti di Cgil Cisl Uil e di Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini.
Secondo più voci «il problema resta ancora quello della totale assenza di una politica sull’edilizia residenziale pubblica. Una questione che in questo paese non ha mai preso campo e non ha mai avuto una seria programmazione finanziaria», hanno ripetuto Cgil Cisl e Uil.
La questione ora passa, però, a come affrontare l’emergenza abitativa. «È arrivato il momento di affrontare il disagio abitativo con politiche di ampio respiro che prevedano un contributo regionale e comunale e che sia fatto un bando straordinario per il caro bollette – è stato detto dalle tre sigle del sindacato – e che ci siano commissioni per l’emergenza abitativa per il passaggio da casa a casa, in tutti i comuni della Toscana. È indispensabile individuare una sede istituzionale, dove governare il fenomeno degli sfratti e graduare le esecuzioni con il concorso di tutte le parti in causa, ristrutturare tutti gli alloggi di edilizia pubblica sfitti, ad oggi oltre 3.500 in Toscana, una cifra che testimonia l’inerzia e il disinteresse dei Comuni e riassegnarli in breve tempo a chi si trova da anni in graduatoria».
Intanto sempre nei giorni scorsi davanti al ministero per le Infrastrutture a Roma, i sindacati e le associazioni degli inquilini hanno dato vita ad una mobilitazione per sostenere le proposte contro gli sfratti, il caro affitti e bollette e a sostegno dell’edilizia pubblica residenziale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
