Il Tirreno

Prato

Prato, la Finanza sequestra 8,7 milioni di metri di tessuti importati di contrabbando dalla Cina

I tessuti sequestrati dalla guardia di finanza
◗
I tessuti sequestrati dalla guardia di finanza

Contestata un'evasione dei diritti doganali e dell'Iva per complessivi 3,5 milioni di euro. Gli importatori hanno simulato il transito della merce in Ungheria, Bulgaria e Grecia

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La guardia di finanza di Prato ha sequestrato 8,7 milioni di metri di tessuto importati dalla Cina, per un valore di circa 12 milioni di euro, contestando un'evasione dei diritti doganali e sull'Iva per complessivi 3,5 milioni di euro. E' l'esito di un indagine sul contrabbando di tessuti dalla Cina all'Italia.

Al centro dell’attenzione del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, spiega una nota della Finanza, il fenomeno dell’approvvigionamento illecito delle materie prime utilizzate da imprese cinesi che operano nel settore delle confezioni, in particolare nell’area del Macrolotto.

L’indebito accaparramento di tessuti, in effetti, oltre a costituire il principale presupposto di altri gravi fenomeni
illeciti - tra cui l’evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento del lavoro, la contraffazione ed il riciclaggio dei
proventi illeciti - consente alle imprese che se ne avvalgono di imporsi sul mercato con prezzi assolutamente
concorrenziali, impraticabili per gli operatori che rispettano le regole.

Il servizio è scaturito da un'attività di analisi, eseguita anche attraverso frequenti controlli su strada, nei
confronti di alcune imprese che risultavano formali destinatarie di spedizioni di materia prima di provenienza
estera, ma in realtà inesistenti o inattive. Inoltre, gli ulteriori accertamenti - eseguiti con l’aiuto di forze di polizia straniere - hanno consentito di provare che le aziende ungheresi, bulgare e greche indicate nei documenti di trasporto quali fornitrici, oltre a operare in settori economici totalmente differenti (ad esempio, nel commercio all’ingrosso di ricambi di auto), non avevano fatto alcuna effettiva transazione commerciale.

Le successive indagini - coordinate dalla Procura di Prato ed eseguite anche attraverso appostamenti, pedinamenti e l’utilizzo di strumentazioni tecniche - hanno permesso di scoprire l’esistenza di un sodalizio criminoso, ideato da due cittadini cinesi con la complicità di tre prestanome loro connazionali, finalizzato a introdurre di contrabbando nel territorio nazionale importanti quantitativi di tessuti provenienti dalla Cina. Lo facevano servendosi di una ditta di import-export, oltre che di altre imprese “satellite”, affittuarie di grandi depositi industriali del Macrolotto.

Da un punto di vista formale, i tessuti - di provenienza cinese - erano importati dalle imprese estere, anch’esse
riconducibili a soggetti di origine cinese, e da queste ceduti in sospensione di imposta - mediante fittizie
operazioni intracomunitarie - in favore di imprese nazionali, inesistenti o inattive. Nella realtà, le merci - provenienti dal porto di sdoganamento - arrivavano direttamente nel distretto pratese ed erano stoccate presso i magazzini ed i depositi delle ditte “satellite”. Solitamente, in assenza di controlli in itinere, i documenti di trasporto fittizi erano quindi stracciati e non contabilizzati e la merce era immessa nel mercato attraverso cessioni a terzi in evasione d’imposta.

Le Fiamme Gialle hanno eseguito numerose perquisizioni presso le ditte coinvolte e le abitazioni riferibili ai
soggetti indagati. Sono stati sottoposti a sequestro 8,7 milioni di metri di tessuto di diversa tipologia, proveniente dalla Cina, per un valore di circa 12 milioni di euro. I diritti di confine e l’IVA all’importazione evasi ammontano, rispettivamente, a 1 e 2,5 milioni di euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web