Il Tirreno

Prato

Tintoria 2020, operaio reintegrato: accordo tra sindacato e azienda

Alessandro Formichella
Un momento del presidio di ieri mattina
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Un momento del presidio di ieri mattina

SiCobas: «Si tratta di una vittoria dopo 48 ore di presidio con una cinquantina di lavoratori» 

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PRATO. Riaz Moazzam, operaio trentenne pachistano della Tintoria 2020, da lunedì prossimo sarà reintegrato al proprio posto di lavoro. Il sindacato Si Cobas inneggia alla vittoria dopo 48 ore di presidio davanti alla fabbrica in via Gora del Pero, durante il quale si sono avvicendati una cinquantina di operai della Tintoria 2020 e di altre aziende del Macrolotto 1 assieme alla solidarietà di alcuni dipendenti della GSL trasporto corriere. La notizia dell’accordo di reintegro fra il sindacato e l’azienda è arrivato nella tarda sera di ieri, dopo un’altra giornata trascorsa davanti ai cancelli della Tintoria. Riaz Moazzam, iscritto al sindacato Si Cobas, era stato licenziato venerdì scorso. Secondo Sarah Scudiero dei Si Cobas il licenziamento sarebbe avvenuto «dopo che Riaz a dicembre scorso aveva richiesto un periodo di congedo dal lavoro per sposarsi. Matrimonio poi rimandato a causa di procedure burocratiche». In più «i lavoratori già un mese fa avevano protestato di fronte al ritardo nell’erogazione degli stipendi».

Dal Macrolotto 2 al Macrolotto 1, la scia di avvenimenti sindacali che dipingono l’area industriale di Prato e della provincia sembrano denunciare ancora una volta situazioni di lavoro sempre più delicate. Buona parte degli operai, per lo più cittadini stranieri, della Tintoria 2020 erano in sciopero da martedì. Torna in primo piano il tema dell’orario di lavoro e delle turnazioni, 8 ore di lavoro su cinque giorni, come continua a chiedere il sindacatto dei comitati di base. Ma secondo i dirigenti dei Si Cobas e secondo gli operai stranieri, l’ultimo atto di protesta davanti ai cancelli in via Gora del Pero sarebbe dovuto al ritardo di quasi due mesi nel liquidare le buste paga. «La mensilità di gennaio è stata liquidata solo ai primi di marzo – ha detto Luca Toscano – ed è inaccettabile che i costi della crisi e del caro energia ricadano su chi lavora. Di fatto accade questo: le aziende si trovano in crisi, con il costo alle stelle di gas e luce, e sui lavoratori stranieri esercitano una pressione ancora più forte sia perché abbandonino la sindacalizzazione sia perché non manifestino alcuna protesta». Secondo il sindacato l’accordo per il reintegro di Riaz Moazzam dovrà essere affinato nelle prossime ore dopo che con una email certificata, pec, la Tintoria 2020 si è resa disponibile alla trattativa con il relativo scioglimento del presidio.

Per Riaz Moazzam si tratta del ritorno sul posto di lavoro. Per i Si Cobas «si tratta di una vittoria che dovrà portare ad un tavolo di confronto con l’azienda per mettere a punto e migliorare tante altre situazioni. Da quella delle turnazioni a quelle delle ferie, pensando che molto spesso siamo davanti a lavoratori stranieri che usano le ferie per il ritorno nei paesi di origine. Su questi punti il tavolo di confronto con la Tintoria 2020 come per altre aziende dei Macrolotti, deve ancora andare avanti e concludersi». Da ieri sera è stato dato fine allo sciopero e al presidio di fronte alla Tintoria.



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