Gioco
Centro spirituale aperto a fine anno Don Bormolini: «Poi l’hospice»
Il punto sui lavori al borgo “TuttoèVita” dove i Ricostruttori nella preghiera hanno ristrutturato vari edifici Il progetto dopo la scomparsa di una giovane donna: lei fece una richiesta che i padri non riuscirono a esaudire
CANTAGALLO. Sarà operativo entro la fine del 2022 il borgo “TuttoèVita”, mentre per l’hospice si dovrà aspettare fino alla metà del 2023.
Il progetto riguarda un borgo abbandonato da decenni sull’Appennino pratese che tre anni fa don Guidalberto Bormolini assieme ad gruppo di volontari ha iniziato a trasformare in un hospice per la cura spirituale e la meditazione.
Un’idea nata da una «storia triste e significativa allo stesso tempo – racconta don Bormolini. – Una ragazza trentenne con un tumore al pancreas ci ha ripetutamente chiesto di passare gli ultimi giorni di vita nella nostra comunità, con noi. Purtroppo non è stato possibile, perché non eravamo strutturati, anche se facevamo già accompagnamento spirituale sul territorio. E andiamo nelle case su richiesta e con percorsi di meditazione cercando di far riscoprire la dimensione spirituale in modo che i malati siano in grado di affrontare la malattia grave e l’eventuale avvicinarsi della morte».
Il fatto di non poter esaudire l’ultimo desiderio di una persona così giovane è stato l’avvio di questo grande progetto.
«È nata l’idea – continua don Bormolini – di creare uno spazio per accogliere chi ha la malattia grave e vuole stare alcuni tempi con noi o addirittura i tempi ultimi».
Il progetto ha trovato subito l’appoggio dell’allora sindaco di Cantagallo Ilaria Buggetti, adesso consigliere regionale e dell’amministrazione attuale con il sindaco Guglielmo Buongiorno e così il progetto è partito. «Un appoggio concreto – ha detto don Guidalberto – ce l’ha dato anche la Regione Toscana, prima con l’assessore alla sanità Stefania Saccardi ed adesso con il presidente Eugenio Giani, realizzando la strada che porta al borgo. Dal territorio, invece, un grande aiuto è arrivato dal Rotary di Prato che ha finanziato la costruzione del forno e di alcuni alloggi per i volontari. L’unico finanziamento istituzionale è stato quello dell’Unione Buddista Italiana con circa 100 mila euro l’anno».
Un progetto con una doppia valenza, non solo quello di creare un centro per le cure spirituali e la meditazione, ma anche di riportare alla vita il vecchio nucleo di case di Borgo a Mezzana, abbandonato negli anni Settanta grazie alla Comunità dei Ricostruttori nella preghiera a cui don Bormolini appartiene.
Il villaggio sarà organizzato in tre aree: Mezzana di Sotto, Mezzana di Sopra con la Casa del Grano e il Monastero dei tempi ultimi. Un piccolo eco-villaggio con due strutture residenziali, primo esempio nel suo genere in Europa.
«I lavori alla Mezzana di sotto – spiega don Bormolini – sono molto avanzati. Tre edifici sono completamente terminati, arredati ed altri quattro sono in costruzione con una buona velocità di costruzione. Questa area qua servirà ad ospitare i volontari e tutti coloro che sono alla ricerca di spiritualità. Quindi non necessariamente con la malattia». Questa prima area sarà un luogo di incontro per tutti, dove ci saranno spazi per l’arte, l’arte terapia, una saletta incontri per rilassamento, pratiche fisiche, yoga, un altro spazio per il silenzio e la preghiera, il forno, alloggi per gli ospiti e volontari e poi ancora un grande refettorio, gli alloggi per le persone della comunità.
A distanza di pochi minuti a piedi c’è la Mezzana di Sopra. Uno spazio che sarà dedicato interamente alla Casa del Grano con alloggi per ospitare le persone (per pochi giorni o settimane) con la richiesta di fare percorsi per affrontare la malattia grave.
«In attesa che la Casa del grano venga finita, questa attività le facciamo una volta al mese alla Villa del Palco. Ci sono molto persone che vengono per intraprendere i nostri percorsi» aggiunge don Bormolini.
Il terzo polo è l’hospice, una è struttura pensata come un monastero, il monastero dei Tempi ultimi, luogo presente in tutte le culture ed in tutte le confessioni. In questa parte, si vivrà come un monaco, in ritiro, una vita sobria, con un constante processo di interiorizzazione. Il villaggio potrà ospitare oltre 30 persone (25 nella Casa del grano e 8 nel monastero dei Tempi ultimi) .
Per contribuire o rimanere aggiornati sullo stato di avanzamento dei lavori https: //borgotuttovita.it/.
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