Il Tirreno

Prato

Biffoni: «I pacifisti russi di oggi come gli operai pratesi del 1944»

Il sindaco Matteo Biffoni alla cerimonia in ricordo degli scioperi del 1944
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Il sindaco Matteo Biffoni alla cerimonia in ricordo degli scioperi del 1944

Il sindaco ha ricordato gli scioperanti che furono deportati a Mauthausen: «Diciamo basta alla guerra»

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PRATO. «Il 7 marzo del 1944 quei tanti ragazzi, lavoratori, cittadini che a Prato come in altre città decisero di scioperare e scendere in piazza ricordano quello che oggi stanno facendo anche tante donne e uomini in Russia per dire no alla guerra e per questo vengono arrestati». Lo ha detto ieri il sindaco Matteo Biffoni nel corso della cerimonia in piazza delle Carceri per ricordare gli scioperi del marzo 1944 e i 133 pratesi che vennero rastrellati per le strade e nelle fabbriche dalle truppe naziste e fasciste, per essere imprigionati nel Castello dell’Imperatore e poi deportati verso i campi di lavoro di Mauthausen ed Ebensee. Solo in 18 fecero ritorno.

«Provo rabbia, sgomento e amarezza perché ci troviamo a celebrare quella che comunque è una festa in questo contesto storico – ha detto Biffoni – Mentre oggi ricordiamo chi ha sacrificato la propria vita per darci pace e libertà, a meno di due ore di volo da qui la gente sta morendo, le famiglie si stanno separando, bambini e donne fuggono dalle bombe. È difficile dare un senso a tutto questo e mi domando, ci domandiamo, come è possibile che dopo il sacrificio di tanti per la libertà dal nazifascismo ancora oggi assistiamo a una guerra di questa portata, con un popolo che è stato mandato in guerra contro un altro popolo».

«Cosa possiamo fare davanti a questa tragedia? – si è chiesto Biffoni – Dire Basta! È intollerabile ciò che sta accadendo in Ucraina, in pochi giorni registriamo un numero enorme di profughi come non avevamo mai visto, un numero che è destinato ad aumentare. Prendiamoci tutti almeno l’impegno morale di inviare un forte messaggio di condanna per una guerra inaccettabile. Finché non finiranno di tuonare i cannoni, non smetteranno di volare gli aerei continuiamo a gridare Basta! E diciamo basta anche a certa ipocrisia sulle guerre nel mondo, non scordiamo la follia talebana in Afghanistan e le tante guerre che lacerano intere popolazioni».

Prima della cerimonia il sindaco Matteo Biffoni e l’assessore alla Pubblica Istruzione Ilaria Santi sono andati alla scuola media “Convenevole da Prato” per consegnare una pergamena alle classi terze, che hanno realizzato un progetto sulle Pietre d’inciampo in occasione della Giornata della memoria. Con tale gesto, si vuole ricordare il loro impegno come custodi della memoria. «Avete fatto un lavoro magnifico – ha detto il sindaco agli studenti – Custodire la memoria è più che mai necessario per comprendere a fondo ciò che proprio in queste ore sta accadendo. Vi invito a incontrare la delegazione di Ebensee quando verrà a Prato, perché nonostante l’esperienza drammatica della deportazione a Ebensee, sottocampo di Mathausen, il pratese Roberto Castellani riuscì a trovare la forza per creare un ponte di amicizia tra le nostre città, un ponte di pace fortissimo che ancora oggi ci lega».


 

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