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Prato

Contrordine compagni: c’è ancora tempo per scegliere dove fare il centro degli stracci

Paolo Nencioni
Contrordine compagni: c’è ancora tempo per scegliere dove fare il centro degli stracci

Il Partito democratico dà mandato alla giunta di riflettere un altro mese. Biagioni: «Non è una sconfessione del sindaco»

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PRATO. Contrordine compagni, sulla localizzazione del Centro per il riciclo degli scarti tessili, già individuata in via di Baciacavallo, si può ancora discutere. L’indicazione arriva dal Partito democratico al termine di un’affollata assemblea che si è tenuta mercoledì sera.

Nemmeno tre settimane fa, il 4 febbraio, il sindaco Matteo Biffoni aveva detto invece parole definitive sul progetto e soprattutto sulla localizzazione. In sintesi: prendere o lasciare, il posto scelto è via di Baciacavallo e il progetto è quello, altrimenti si rischia di perdere i finanziamenti del Pnrr (2,1 milioni di euro sull’investimento complessivo di 18,5 milioni, il resto lo mette Alia). Via di Baciacavallo, accanto al depuratore industriale di Gida, era il sito prescelto tra i 14 esaminati. Secondo il sindaco e l’assessore Valerio Barberis l’unico che rispondeva a tutti i requisiti di legge.

Poi c’è stata la rivolta di alcuni circoli Pd della zona sud e di alcune associazioni, che ritengono la zona sud troppo penalizzata da progetti potenzialmente inquinanti, ma soprattutto è arrivata una proroga, dal 14 febbraio al 21 marzo, per la presentazione delle richieste di finanziamento dei fondi Pnrr. Dunque c’è quasi un altro mese per riflettere, anche se i sindacati confederali, per esempio, hanno intimato per ben due volte di non perdere tempo per non perdere 50 potenziali posti di lavoro.

«L’assemblea è durata fino a tardi – spiega ora il segretario del Pd Marco Biagioni – e ha permesso di affidare al Comune di Prato e ad Alia un mandato a nome di tutto il Partito democratico: quello di utilizzare i prossimi 30 giorni per valutare e individuare altre aree utili per ospitare l’hub tessile. Questo periodo potrebbe inoltre essere utilizzato per proseguire nell’ascolto delle realtà imprenditoriali che operano nel settore».

Lo stesso Biagioni aveva votato la localizzazione di Baciacavallo in Direzione provinciale del Pd, che si era espressa all’unanimità.

«Il Pd di Prato, insieme ai segretari, riconosce la validità di un polo del riciclo di tale respiro e apprezza davvero il progetto – dice ora Biagioni – ma ribadisce la necessità di prendere in esame anche altre aree, più idonee e con una minore densità abitativa. Qualora non emergessero siti alternativi, chiederemo con forza una relazione puntuale sul perché. Per favorire al massimo la condivisione, raccogliamo inoltre la proposta dei circoli della zona sud, affinché venga organizzata presto un’assemblea pubblica per approfondire il tutto».

Sembrerebbe una sconfessione dell’operato del sindaco e dell’assessore Barberis, ma Biagioni giura che non è così. «Il sindaco aveva detto certe cose quando la scadenza fissata era quella del 14 febbraio – spiega il segretario – Ora c’è una scadenza più in là nel tempo ed è giusto riflettere. Da parte del Pd non c’è mai stata la volontà politica di fare l’impianto proprio lì a Baciacavallo, è stato il risultato di un’analisi sui possibili siti. D’altra parte il bando per il finanziamento è arrivato a metà ottobre e richiedeva l’indicazione di una particella catastale». Dunque, par di capire, si sono fatte le corse per trovare il sito giusto e ora c’è più tempo, ma se non emergeranno valide alternative l’hub degli scarti tessili verrà fatto proprio lì.

«Abbiamo la possibilità di valutare anche altre aree – spiega l’assessore Barberis – Anche di proprietà di privati. Ma anche se si tratta di presentare solo uno studio di fattibilità, i paletti sono stringenti».



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