Il Tirreno

Prato

Tre anni e mezzo di carcere allo spacciatore delle droghe anti-fatica

Pasquale Petrella
La conferenza stampa dei carabinieri, dopo l'arresto dello spacciatore
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La conferenza stampa dei carabinieri, dopo l'arresto dello spacciatore

Prato, il quarantacinquenne ha patteggiato la pena davangi al giudice di Prato ed essendo incensurato sconterà la pena ai domiciliari

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PRATO. Tre anni e mezzo di carcere da scontare agli arresti domiciliari. E' questa la pena patteggiata dal quarantacinquenne cinese arrestato venerdì scorso dai carabinieri di Prato  con l'accusa di detenzione e spaccio delle cosiddette droghe anti-fatica. Il rito alternativo era stato chiesto già sabato mattina dall'avvocato Tiziano Veltri, legale di fiducia dell'orienta, in fase di udienza rpeliminare di convalida. Il giudice Alessia Romano si era riservata di decidere entro mercoledì 16 febbraio, visto che anche il pubblico ministrero, Alessia Iacopino aveda dato il consenso al patteggiamento per una pena che, ridotta di un terzo,  è stata calcolata in tre anni e sei mesi di reclusione. Trattandosi poi di un soggetto incensurato, il giudice ha anche accolto la richiesta del legale difensore per gli arresti domiciliari.

W.Y. queste le iniziali del quarantacinquenne cinese, clandestino e domiciliato in un appartamento a Iolo dove i carabineiri, dopo tre settimane di pedinamenti gli trovarono e sequestrarono: un chilo e 358 grammi di ketamina, suddivisi in 33 bustine di cellophane, 10,52 grammi di marijuana, 3 grammi di shaboo e 1.222 pasticche di ecstasy. Secondo una sommaria stima dei carabinieri, lo stupefacente una volta ceduto avrebbe fruttato 80.500 euro. In casa il quarantacinquenne aveva anche 5.900 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio. Durante i pedinamenti i carabinieri avevano scoperto che la droga veniva spacciata soprattuto nelle sale da gioco Vlt, ai cinesi che passano ore e ore davanti alle slot machine, e fra gli oeprai delle aziende tressili che usano la ketamina per non sentire i dolori e poter lavorare così anche quattordici ore al giorno, di continuo.

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