Il Tirreno

Prato

Maltratta moglie e figlia, avvocato ai domiciliari

Massimo Donati
Una scena di maltrattamenti
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Una scena di maltrattamenti

Aveva ottenuto la revoca di una precedente misura cautelare fingendo pentimento ma adesso è scattato l’arresto

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PRATO. Quelle violenze, fisiche e psicologiche, andavano avanti ormai da anni. Ma la moglie, per salvare la famiglia e per amore, aveva sempre subito senza denunciare. La situazione era però precipitata irrimediabilmente con il primo lockdown, quando il marito aveva iniziato a bere ancora più del solito. Ed era stato in una di quelle occasioni che, ubriaco, l’11 settembre scorso, aveva prima tirato un cazzotto su un occhio alla figlia adolescente e poi aveva scaraventato la moglie giù da uno scalino, provocandole la frattura nel setto nasale e di una costola.

Episodio che, partite le denunce e l’attivazione del cosiddetto “codice rosso” aveva portato alla denuncia per maltrattamenti e lesioni nei confronti del 59enne avvocato del foro di Prato, e alla misura cautelare disposta nei suoi confronti dal gip dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinarsi o e di contattare moglie e figlia. Provvedimento che però non è servito. Una volta revocato, l’uomo (di cui non facciamo il nome per tutelare le vittime delle violenze) ha ripreso da dove aveva finito e, a questo punto, per lui è scattata una misura più restrittiva: da sabato scorso si trova agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico nella sua seconda casa, in Versilia.

La prima misura gli era stata revocata poco meno di un mese fa in seguito all’accordo con la procura per un patteggiamento della pena, arrivato dopo un apparente pentimento e l’inizio di un percorso in un centro per uomini maltrattanti. Ma già all’indomani il 59enne avvocato si è ripresentato a casa pretendendo di riavere le chiavi della porta e di riallacciare come se nulla fosse il rapporto con la moglie, nonostante quest’ultima avesse ormai depositato l’istanza di separazione.

Minacce, offese, messaggi d’amore e promesse. Ormai terrorizzata per quello che sarebbe potuto accadere, dopo qualche giorno, il 20 gennaio, la moglie è andata in commissariato per sporgere una nuova denuncia. Sottolineando come il marito non avesse smesso di tormentare lei e la figlia neppure quando la prima misura cautelare era ancora in atto. Evidente dimostrazione che quel pentimento che era stato alla base dell’accordo di patteggiamento e della revoca era tutt’altro che sincero.

Con le accuse di aver violato le disposizioni del gip e di nuovi maltrattamenti in famiglia, è scattata la misura degli arresti domiciliari.



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di Redazione web