Gioco
Furti in serie al Macrolotto grazie a un congegno elettronico
I carabinieri arrestano due fratelli che usavano un disturbatore di frequenze per impedire la chiusura degli sportelli delle vetture
PRATO. Si chiama Jammer lo strumento usato dai ladri per distubare le frequenze che governano la chiusura delle auto e poi fare man bassa di quello che i proprietari delle vetture lasciano all'interno. Un paio di questi Jammer sono stati sequestrati dai carabinieri che hanno arrestato una coppia fratelli rom di 26 e 28 anni, Sebastian e Simone Ahmetovic, residenti a Prato e Campi Bisenzio, con l'accusa di aver rubato una borsa dall'interno dell'auto della titolare di un pronto moda cinese al Macrolotto di Iolo. Ma i due sono sospettati di aver messo a segno numerosi altri colpi e le indagini sono in corso.
L'arresto è scattato mercoledì 2 febbraio dopo un inseguimento al Macrolotto. I carabinieri di Iolo, ha spiegato il tenente colonnello Sergio Turini, comandante della Compagnia, alla presenza del luogotenente Claudio Monaco, comandante della stazione di Iolo, da tempo tenevano d'occhio i due fratelli Ahmetovic perché sospettavano che ci fossero loro dietro a una serie di furti su auto e furgoni in sosta nelle vie dei pronto moda. Mercoledì li hanno intercettati a bordo di un furgone rubato dopo il furto di una borsa, prelevata dall'auto di una confezionista. I due hanno cercato di seminare le pattuglie, ma poi si sono infilati in una via senza sfondo e sono stati bloccati (uno dei due si era nascosto in un canneto).
Nel furgone, rubato anche questo a una donna cinese, sono stati trovati i Jammer, i disturbatori di frequenze. Sono strumenti in circolazione ormai da più di dieci anni che vengono usati anche dai militari, ma possono trasformarsi in un grimaldello elettronico per i ladri. La tecnica è abbastanza semplice: basta appostarsi nelle vicinanze di un mezzo che viene parcheggiato e azionare il disturbatore, che impedisce la chiusura degli sportelli. Il proprietario del mezzo non se ne accorge, oppure se ne accorge e pensa a un malfunzionamento temporaneo. Se si allontana lasciando qualcosa di valore all'interno della vettura, il gioco è fatto. Ai ladri basterà aprire lo sportello e prelevare.
Con questa tecnica i ladri che infestano il Macrolotto di Iolo hanno fatto dei bei soldi. In qualche caso hanno prelevato carte di credito e hanno fatto acquisti per migliaia di euro al centro commerciale dei Gigli. In altri casi si sono "accontentati" dei contanti.
Il Macrolotto di Iolo è la loro riserva di caccia preferita perché lì è possibile mettere a segno i colpi più redditizi. Ogni giorno in via Piemonte, in via Basilicata e nelle strade limitrofe arrivano decine di clienti dei pronto moda, spesso dall'estero, quasi sempre con un bel gruzzolo in contanti perché, anche se nessuno lo ammetterà esplicitamente, una parte dei pagamenti vengono fatti in nero. I ladri lo sanno e ne approfittano, spaccando i finestrini dei furgoni o, come in questo caso, usando strumenti elettronici per arrivare allo stesso scopo. I due Ahmetovic sono comparsi davanti al giudice e il sostituto procuratore Laura Canovai ha chiesto per loro gli arresti domiciliari.
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