Il Tirreno

Prato

Molestie in palestra, ragazza conferma le accuse

Il Palazzo di giustizia (Foto d’archivio)
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Il Palazzo di giustizia (Foto d’archivio)

Una quindicenne punta il dito contro l’istruttore di judo: «Mi palpeggiava nelle parti intime con la scusa dei massaggi»

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PRATO. Un anno fa il suo racconto ha dato il via a un’inchiesta che ha portato all’arresto del suo istruttore di judo e adesso una ragazza di 15 anni ha confermato le sue accuse nel corso di un incidente probatorio che si è tenuto lunedì davanti al giudice per le indagini preliminari. L’udienza era un passaggio indispensabile per cristallizzare il racconto dell’adolescente prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

L’indagato, ora agli arresti domiciliari, è un istruttore di judo di una palestra della provincia di Prato.

Nel gennaio dell’anno scorso una sua allieva, all’epoca quattordicenne, si confidò coi genitori dicendo che l’istruttore si era preso delle pesanti libertà nei suoi confronti. In base al suo racconto, l’avrebbe portata più volte in una stanzetta accanto alla sala principale della palestra e l’avrebbe baciata sulla bocca nonostante le sue resistenze, oltre ad averla palpeggiata nelle parti intime con la scusa di praticarle dei massaggi.

I genitori si rivolsero subito alla polizia e iniziò un’indagine della squadra mobile e della squadra sui reati contro i minori. Nel fascicolo sono confluite testimonianze, ma anche intercettazioni telefoniche, analisi dei movimenti col Gps e immagini delle telecamere. Alla fine il sostituto procuratore Valentina Cosci, titolare delle indagini, si è convinta che ci fossero gli elementi sufficienti per chiedere (e ottenere) l’arresto dell’istruttore, accusato di violenza sessuale su minori aggravata da motivi di istruzione. A settembre il maestro di judo, difeso da Massimo Taiti e Paolo Tresca, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari, dove si trova tuttora, ed è stato sospeso dalla Federazione delle arti marziali.

Lunedì la ragazza, assistita da Roberta Roviello, ha ripetuto davanti al gip il suo racconto, confermando in toto le accuse. Ora la palla passa alla Procura.



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