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operazione della polizia  

Si tradisce vendendo dischi, arrestato dopo 25 anni di latitanza

Si tradisce vendendo dischi, arrestato dopo 25 anni di latitanza

Roberto Vivaldi era stato condannato per bancarotta fraudolenta e vari altri reati Fuggito in Venezuela, viveva con un nome falso e aveva aperto un negozio

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PRATO. Dopo venticinque anni di latitanza e all’età di 69 anni, torna in Italia estradato dal Venezuela, Roberto Vivaldi, condannato nel 1997 a venti anni e dieci mesi di carcere dal Tribunale di Prato per bancarotta fraudolenta, ricettazione, riciclaggio, falsità materiale nonchè insolvenza fraudolenta. L’uomo, una volta atterrato all’aeroporto di Fiumicino è stato preso in consegna dalla polizia.

Vivaldi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori si era trasferito in Venezuela da 22 anni, vivendo sotto falso nome con generalità di quel paese, creandosi una vera e propria nuova vita. Infatti, aveva persino avviato una attività commerciale di vendita di articoli musicali e di vinili ad Isla Margarita, dove aveva casa, vendendo anche sul web. Nell’ambito del più ampio contesto del progetto “Wanted” della Direzione centrale anticrimine della polizia per la ricerca e cattura di pericolosi latitanti internazionali, gli investigatori del Servizio centrale operativo della citata Direzione e della squadra mobile di Prato sono riusciti a localizzare il latitante che, arrestato dal collaterale organismo venezuelano il 6 marzo dell’anno scorso, è arrivato ieri in Italia con un volo proveniente da Caracas. Le indagini, avviate nel 2019 con l’aiuto di attività tecniche, hanno consentito di individuare con precisione Vivaldi sull’Isola Margarita. Attraverso l’analisi del web e del profili social, gli investigatori dello Sco e della squadra mobile di Prato sono riusciti a risalire alla sua nuova identità.

Successivamente, è stata avviata una attività sotto copertura online, autorizzata dalla Direzione centrale anticrimine della polizia e dalla Procura della Repubblica di Prato, che ha consentito di raccogliere fondamentali elementi di informazione che hanno portato alla menzionata isola di Margarita. La certezza della identità si è avuta acquistando alcuni dischi in vinile, inviati da Vivaldi a Roma ad un indirizzo fittizio: le numerose impronte digitali rilevate dalla polizia scientifica hanno immediatamente confermato la vera identità del mittente. L’uomo è stato poi localizzato grazie all’operatore sotto copertura il quale, entrato in confidenza con l’uomo, è riuscito a fissare un appuntamento lasciando credere al catturando che l’agente fosse interessato ad emigrare a Isola Margarita per avviare una attività turistica.

L’incontro infatti è stato proposto con la scusa di effettuare un sopralluogo in uno stabile da adibire a ristorante. All’appuntamento, tuttavia, si sono presentati gli investigatori venezuelani che hanno tratto in arresto il latitante, confermandone altresì la vera identità.

Con lo stesso volo è rientrato in Italia dal Venezuela anche Flavio Febi, 32enne italiano, arrestato dagli agenti dell’Interpol venezuelana nel marzo scorso sempre a Isla Margarita. Febi risulta destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel 2017 dal Gip presso il Tribunale di Torino per traffico internazionale di stupefacenti.

Il latitante aveva allestito un canale di approvvigionamento di cocaina.

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