Il Tirreno

Prato

l’assessore 

Una classe su quattro è in quarantena «Regole poco coerenti»

M.L.
Una classe su quattro è in quarantena «Regole poco coerenti»

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prato. Un contagio alla materna, due alla primaria, tre alle medie e alle superiori. Scuole che vai, regole sulle quarantene che trovi. Regole con cui si fa presto a svuotare i banchi: sul totale di 491 classi della materna e della primaria, ieri ce n’erano 112 in quarantena. In lieve calo rispetto a lunedì quando se ne contavano 150, il doppio rispetto alla settimana precedente.

Didattica a distanza e protocolli di isolamento non vanno sempre di pari passo: in presenza di uno o due positivi, sta succedendo che le scuole attivino come da protocollo la Dad ma i bambini non vengano raggiunti da provvedimenti di isolamento da parte dell’Asl. Un caos per le scuole tempestate da comunicazioni giornaliere di nuovi positivi e impegnate a gestire questioni sanitarie che non spetterebbero, per le famiglie a caccia di tamponi rapidi all’ultimo minuto come previsto dal protocollo “T0” e “T5” alla primaria. Per semplificare le procedure anche il presidente della Regione Eugenio Giani ha chiesto di lasciare in classe gli studenti vaccinati. Anche alla primaria, come è emerso ieri dal tavolo dell’incontro ministero-Regioni. Sulla stessa linea il Comune. «Siamo di fronte a regole confuse, complesse, poco coerenti. Non si capisce perché un alunno di quinta elementare guarito o vaccinato non possa stare in classe mentre uno studente di prima media sì. Forse abbiamo un regola scientifica per cui i vaccini producono meno anticorpi nei bambini della primaria?» dice l’assessora all’istruzione Ilaria Santi, furiosa. Alle medie e superiori, i contatti stretti vaccinati possono stare in classe in presenza di uno o due positivi: per loro vale l’autosorveglianza con Ffp2 con didattica “mista”. Non sono rose e fiori però alle superiori. «Abbiamo due classi in quarantena e cinque in autosorveglianza – fa sapere Stefano Pollini, preside del Gramsci-Keynes – La situazione è costantemente in divenire: c’è chi esce e chi entra».



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