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Prato

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«Viene garantito il diritto all’aborto?»

«Viene garantito il diritto all’aborto?»

Dopo il sit in di martedì scorso di almeno cento donne ora c’è una interrogazione da parte del gruppo del Pd 

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prato. Alcune consigliere e alcuni consiglieri del Partito democratico hanno presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale per verificare se la situazione attuale negli ospedali, consultori e ambulatori della città consenta un effettivo e tempestivo esercizio del diritto all’aborto, nonché conoscere il numero di obiettori di coscienza presenti nelle strutture sanitarie. Questo anche alla luce del sit in che martedì 18 gennaio ha visto coinvolte 100 donne per denunciare la mancata applicazione, sul territorio regionale, della legge sull’aborto a causa del grande numero di obiettori di coscienza negli ospedali e nei consultori. Ciò non permette di garantire sempre il diritto di abortire né la piena applicazione della legge n. 194/78.

«È necessario che, a fronte di personale obiettore, il sistema sanitario garantisca sempre e comunque anche la presenza di personale non obiettore in grado di praticare l’aborto e di garantire la possibilità alle donne che lo richiedono di esercitare questo insindacabile diritto senza ulteriori complicazioni – dichiara la consigliera Pd Matilde Rosati – Già trattasi di una scelta che, per una donna, non è facile per tanti motivi, se a ciò si aggiunge poi che la procedura di aborto farmacologico non è semplificata e che è necessario recarsi quattro volte in ambulatorio prima di poter ottenere una pillola abortiva è evidente che un diritto che è garantito dalla legge in realtà si ritrova a essere indebolito e frustrato nel suo esercizio effettivo. Non possiamo tollerarlo. Deve essere davvero garantito un effettivo esercizio della libertà di scelta, con modalità volte a garantire la sicurezza di chi ricorre a pratiche abortive e l’assistenza psicologica ove richiesta, e la procedura dell’aborto farmacologico deve essere semplificata, con possibilità di somministrare i farmaci in regime di day hospital, in linea con le recenti linee guida ministeriali emanate ad agosto 2020 e con gli altri paesi europei».

«A tutto ciò si aggiunga anche che la situazione pandemica che stiamo vivendo, che ha portato alla riduzione di tutti i servizi sanitari non strettamente legati al covid, ha peggiorato la situazione e reso ancor più difficile ricorrere all’aborto. È una battaglia di civiltà, che ha visto riunite tantissime realtà al sit in, associazioni, sindacati, con quest’unico obiettivo che dobbiamo necessariamente raggiungere» conclude la Consigliera Rosati. Nell’interrogazione si chiede, infine, di conoscere anche il numero dei consultori attivi nella città di Prato e di verificare quale sia la procedura che porta all’ottenimento della pillola abortiva.



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