Sicurezza
Morì fuggendo, pena confermata all’aggressore
Omicidio di vicolo della Zecca: la Corte d’appello ha condannato a 13 anni un romeno che però ora risulta irreperibile
prato. La corte di assise di appello di Firenze ha confermato la pena a 13 anni di reclusione con l’accusa di omicidio preterintenzionale per Costin Avram, il quarantasettenne romeno ritenuto responsabile della morte di Mamuka Tskitishvili, il georgiano che perse la vita dopo essere caduto dalla finestra di un’abitazione al secondo piano di un palazzo del vicolo della Zecca a Prato. Il processo di secondo grado si è celebrato con l’imputato assente, poiché l’uomo allo stato risulta irreperibile. I fatti risalgono al 20 novembre del 2016. Nell’appartamento di vicolo della Zecca, di proprietà dell’ex fidanzata di Avram, vivevano vari stranieri a cui lei affittava un posto per dormire. Alla polizia la donna disse di essere rincasata dopo la mezzanotte insieme al quarantunenne georgiano, che aveva conosciuto lo stesso giorno e col quale aveva passato il pomeriggio a bere. L’ex compagno della donna, forse anche lui ubriaco, era a dormire in cucina. Fu svegliato dai due e non prese bene il fatto che la sua ex fosse in compagnia di un uomo. Iniziò un diverbio e il romeno – all’epoca quarantunenne – inseguì il georgiano e la donna, minacciandoli di morte, pare armato con un coltello. I due si rifugiarono nella camera di lei, e chiusero la porta. Mentre l’aggressore si accaniva contro la porta e la stava scardinando, il georgiano tentò di fuggire calandosi dalla finestra, ma una volta scavalcato il davanzale perse la presa e cadde nel vuoto dal secondo piano, facendo un volo di circa sette metri. Riportò un grave trauma cranico, a seguito del quale morì in ospedale il primo di gennaio del 2017. Sul momento il romeno fu indagato per minacce aggravate e lesioni o morte in conseguenza di altro reato, ma il decesso del georgiano aggravò la sua posizione. Il verdetto della corte di assise di appello fiorentina ha confermato la condanna a 13 anni che era stata inflitta in primo grado dal Tribunale di Prato. Il difensore di Costin Avram, avvocato Elena Augustin, ha annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione contro la sentenza. Secondo il legale, Avram, che era ancora fuori dalla stanza, non poteva prevedere che il georgiano tentasse di calarsi dalla finestra. Per l’avvocato Augustin l’interpretazione del reato di omicidio preterintenzionale data dai giudici risulterebbe «incompatibile con la Costituzione». «Stimo sia i giudici di primo che di secondo grado e il pm che ha creduto in questo processo – precisa – Io ritengo sia però errata l’interpretazione di questa norma che viene data dalla Cassazione da anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google