Oste, telecamere al setaccio per capire l’origine del rogo
Al momento non ci sono elementi per ipotizzare il dolo nell’incendio alla Mitumba Ieri nuovo allarme in via Milano per una ramosa in fiamme alla General Fibre
montemurlo. Il giorno dopo il furioso incendio che ha semi-distrutto la Mitumba-Tex, il deposito di indumenti usati in via Puccini a Montemurlo, si fa la conta dei danni e proseguono le indagini dei vigili del fuoco e dei carabinieri per capire l’origine del rogo.
Al momento sulla scrivania del sostituto procuratore Valentina Cosci non ci sono elementi per sostenere l’ipotesi del dolo. I vigili del fuoco hanno lavorato fino alle 2 di notte per spegnere gli ultimi focolai e assicurarsi che le fiamme non potessero riprendere vigore. Poi, ieri mattina, i tecnici della sezione di polizia giudiziaria sono tornati sul posto per rendersi conto meglio, alla luce del giorno, dello stato dei luoghi e delle possibili cause.
Un’indagine che è soltato alle prime battute e che, come in tutti i casi di incendi di queste proporzioni, è estremamente complicata perché il fuoco cancella tutto, rendendo estremamente difficile, se non impossibile, risalire all’esatto innesco delle fiamme. L’unica cosa che si può affermare sulla base delle testimonianze è che il fuoco si è propagato molto rapidamente, tanto che all’arrivo della prima squadra dei pompieri quasi tutto lo stabile ne era interessato.
Ora gli inquirenti si concentrano sulle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza. Quelle del magazzino e anche quelle nelle strade limitrofe, per capire se intorno alla Mitumba ci siano stati dei movimenti sospetti prima che l’incendio divampasse in tutta la sua violenza.
Ieri pomeriggio, intanto, è scattato un nuovo allarme per il principio d’incendio di una ramosa all’interno della General Fibre di via Milano. Grande spiegamento di forze, ma per fortuna l’incendio è stato preso in tempo e non si è propagato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
