Sicurezza
Sblocco sfratti post pandemia È già scattato l’allarme sociale
Alessandro Formichella
prato. Sblocco della moratoria sugli sfratti esecutivi e a Prato si riapre l’allarme sociale.
Lo scorso 31 dicembre è stato il termine ultimo per il momentaneo blocco degli sfratti del 2020 e del 2021 così come era stato indicato prima nel decreto Milleproroghe e poi nel decreto Sostegni. Ora di fronte si presentano numeri preoccupanti; solo a Prato si parla di circa 700 sfratti esecutivi ancora da effettuare, rimasti fermi agli anni della pandemia 2020 e 2021. A gennaio del 2020 gli sfratti eseguiti furono 38 su 304 ancora da effettuare e che sono stati poi bloccati con il periodo della pandemia.
«Non abbiamo ancora i dati aggiornati del 2021 ma si parla all’incirca della stessa cifra del 2020. E’ quindi presumibile che dal 2020 e 2021 ci sia ora un arretrato di 6-700 sfratti esecutivi in corso », precisa Rodolfo Zanieri, presidente regionale Uniat, una delle associazioni sindacali a tutela degli inquilini. In altre parole, si tratta di un vero e proprio allarme sociale. Le sigle sindacali Uniat, Sunia e Sicet stanno, infatti, per chiedere un incontro urgente con la Prefetta di Prato e l’amministrazione comunale, perché la situazione che si presenta con lo sblocco della moratoria dal 1 gennaio scorso riaccende forti preoccupazioni di ordine sociale. In sostanza dal 1° gennaio 2022 ritornano ad essere esecutivi i provvedimenti di sfratto adottati dal 1° ottobre 2020 al 30 giugno 2021 per i quali fino al 31 dicembre era ancora in vigore lo stop deciso dal decreto Sostegni.
«Situazione allarmante appunto – prosegue Zanieri – che necessita di un confronto e di un intervento delle istituzioni maggiori della città. Si presenta un problema di grosse dimensioni per quanto riguarda le persone che perdono l’abitazione e per tutto il meccanismo che verrà messo in moto, compreso quello degli ufficiali giudiziari e delle forze dell’ordine. Insomma, è necessario intervenire». Per comprendere meglio la preoccupazione basta leggere i dati; gli sfratti in tutta la regione fra 2020 e 2021 sarebbero 1600 circa e solo a Prato nello stesso periodo sarebbero oltre 600. Il dato parla da solo, e pare sufficiente per accendere l'allarme. La stessa Caritas diocesana nell'autunno scorso aveva messo in guardia sulla difficile situazione che si prospettava nel 2022. Il Sunia già da tempo lo ha detto: «Rischiamo – ha spiegato Laura Grandi, segretaria provinciale Sunia – di arrivare a 60 procedimenti esecutivi al mese, il doppio di quelli previsti nei mesi scorsi, dopo il blocco degli sfratti a causa della pandemia».
«Cifre – continua Grandi – che non possono essere sostenute, anche perché queste sono famiglie diventate fragili a causa della pandemia dove la cassa integrazione, oppure la perdita di un lavoro non regolare, hanno azzerato le entrate».
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