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«Contro l’aumento del gas servono interventi fiscali»

«Contro l’aumento del gas servono interventi fiscali»

Il deputato Giorgio Silli: «Non si può pensare di fermare il vento con le mani drogando il mercato solo con contributi di Stato»

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prato. «Riguardo l’ennesimo tsunami che ha colpito il nostro distretto, quello causato dall’aumento dell’energia per intendersi, non si può pensare di fermare il vento con le mani drogando il mercato solo con contributi di Stato, o meglio lo si può fare ma gli stanziamenti prima o poi finirebbero». Lo sostiene il deputato pratese di Coraggio Italia Giorgio Silli. «Ci sono state molte passerelle di politici in giro per l’Italia per parlare di soluzioni e di costi di mercato del gas e dell’energia – scrive Silli – ma rischiano di rimanere fini a sé stesse se non trasformiamo le chiacchiere in un provvedimento semi-strutturale; chi dice “estraiamo più gas italiano dice un’ovvietà, il problema sono i tempi. Occorre un provvedimento che stabilisca ristori per le aziende, che siano sotto forma di contributi, esenzioni di accise, crediti di imposta o altro, a fronte dei costi eccezionali – e quindi delle perdite – che le imprese hanno subito, consentendo di poterli appostare nel bilancio 2021».

Tre le misure proposte da Silli: «Rateizzare le bollette dell’energia, non ancora pagate, in almeno 10/12 rate; si faccia carico lo Stato degli eventuali interessi passivi del caso. Ripianare le perdite di esercizio 2021 e 2022 (dimostrando che la perdita deriva dal maggior costo dell’energia raffrontando le bollette al triennio precedente) in cinque anni senza però che questo debba comportare l’applicazione delle disposizioni degli art. 2446 e 2447 del cc. Sterilizzazione delle misure di cui sopra ai fini del rating bancario». «Ho scritto ai gabinetti dei ministri competenti – conclude Silli – per poter valutare e sviluppare queste ipotesi. I ristori devono essere uno strumento che permetta ai sindaci revisori di tamponare questo disastro e dovranno riguardare solo quelle aziende che hanno un grande consumo di energia per produrre e che hanno subito un danno economico reale».



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